Sainz: «La Formula 1 non è più la Champions League, ma la Premier League»

X/Williams
Da sempre, gli appassionati più fedeli della Formula 1 organizzano la propria vita attorno ai weekend di gara. Ma se continuassero a farlo anche oggi, non avrebbero quasi più tempo per le gite in famiglia o per vedere gli amici. Anche Carlos Sainz ha notato questo cambiamento, suggerendo che la Formula 1 si stia avvicinando al punto di saturazione.
Molti appassionati di oggi non ricordano nemmeno più quando il calendario di Formula 1 prevedeva sedici o diciassette Gran Premi. Tra una gara e l’altra c’era quasi sempre un weekend libero, il che rendeva piuttosto semplice organizzare altre attività nel tempo libero. Nell’autunno del 2026, invece, è praticamente impossibile: degli ultimi quattordici weekend tra settembre e l’inizio di dicembre, soltanto tre sono liberi.
“Beh, penso che se fossi un tifoso mi piacerebbe molto, perché più F1 posso guardare in TV, meglio è”, ha riflettuto Carlos Sainz. “Ricordo che da bambino, quando in calendario c’erano solo 16 gare, o 18, sentivo la mancanza della Formula 1 per tanti weekend.”
A volte, però, meno è meglio. Se un tempo i tifosi vedevano la F1 come un prodotto davvero esclusivo, che non andava in televisione ogni weekend, ora devono accettare di saltare alcune gare perché hanno altri impegni.
“Come sport dobbiamo anche valutare se questo non rischi di essere controproducente. A volte bisogna sentire la mancanza di uno sport per appassionarsi. Quando ci sono così tante gare di fila, forse questo sport può finire per assomigliare un po’ a un campionato come la Premier League, anziché alla Champions League”, ha detto Sainz, proponendo un paragone. “Quindi magari si presta un po’ meno attenzione alle partite o, in questo caso, alle gare.”
In effetti, il nuovo amministratore delegato di Liberty Media, Derek Chang, ha confermato che l’intenzione è proprio questa. “Oggi non si pensa più alla F1 come a qualcosa per cui, per essere un tifoso, bisogna andare a ogni gara o guardarle tutte in televisione.”
Liberty Media, proprietaria della Formula 1, sta quindi iniziando a concentrarsi maggiormente sugli appassionati che guardano gli highlights la sera o seguono i profili social di team e piloti, ma non necessariamente le gare. Presumibilmente, questo spiega anche le dichiarazioni di Stefano Domenicali secondo cui alla generazione attuale non importa nemmeno se i sorpassi siano artificiali. Ciò che conta è che ci siano sorpassi e che risultino spettacolari negli highlights, anche se si tratta in parte di una facciata.
Inoltre, più weekend di gara ci sono, più la Formula 1 incassa. Ma tutto ha un limite, secondo Sainz. “Quindi è più una questione di filosofia: lo sport deve valutare se vuole continuare ad avere così tante gare di fila. Ma, soprattutto, come GPDA ci è stato detto che, più o meno, 24 o 25 gare sono il limite al quale il campionato è disposto ad arrivare. Non so se sarà davvero così, man mano che aumenteranno le offerte per aggiungere nuove sedi. Ma penso che quello sia il limite.”
“A risentirne di più sono le persone che lavorano nei team, piuttosto che i piloti. Credo che da questo punto di vista noi siamo in una posizione più privilegiata. Quindi vedremo. Ho la motivazione per disputare tutte le gare che dovremo fare. Ho voglia di correre. Amo correre. Ma è vero che queste tre sequenze da tre Gran Premi consecutivi saranno dure per il fisico, per le persone e per la mente”, ha concluso.