Hadjar perde la calma: spintona un tifoso che voleva una foto nel paddock

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Il paddock di oggi si sta trasformando in uno “zoo”, secondo Max Verstappen. In Messico, a confermarlo è stato un piccolo diverbio che ha coinvolto Isack Hadjar. Il pilota francese è stato convocato dai commissari dopo un alterco con un tifoso.
Dopo la seconda sessione di prove libere, sui social è emerso anche un video dell’episodio. Nelle immagini si vede Isack Hadjar camminare nel paddock e posare per alcune foto con i tifosi, quando un altro gli si avvicina, telefono in mano, sperando di scattare un selfie con lui.
Il pilota della Red Bull ha fatto capire di non avere più voglia di fare foto e ha usato una mano per tenere a distanza il tifoso. Quest’ultimo, però, ha ignorato il gesto e ha continuato a cercare di invadere lo spazio personale di Hadjar. A quel punto, il 22enne ha perso la pazienza e ha allontanato lo spettatore con una spinta. I commissari della FIA hanno convocato Hadjar per l’episodio alle 17:15, ora dell’Europa centrale, indicando nella convocazione una “condotta scorretta”.
😧 Enfado de Hadjar con un fan en México #F1 #MexicoGP 🇲🇽 pic.twitter.com/WyFMxwbbb1
— Nachez (@Nachez98) October 30, 2026
È proprio il tipo di situazione da cui Max Verstappen aveva recentemente messo in guardia, paragonando il paddock a uno zoo. Nel paddock sono sempre più numerosi i tifosi e i vari ospiti VIP, tutti desiderosi di portare a casa un ricordo della loro visita.
“È come uno zoo. Spesso non è più possibile fare due chiacchiere con qualcuno. Ormai non si riesce davvero più a farlo”, ha dichiarato Max Verstappen a Singapore. “Quindi mi muovo principalmente tra la mia stanza, il garage e la pit lane.”
“Anche nei nostri spazi hospitality ci sono tanti ospiti che vogliono qualcosa da te. Ovviamente hanno buone intenzioni, ma anch’io devo poter riposare senza essere disturbato di continuo”, ha sottolineato il quattro volte campione del mondo. “So che fa parte del gioco. E che più vai forte e più risultati ottieni, più le persone ti cercano. Da questo punto di vista, è anche una cosa positiva.”