Ocon avrebbe aggredito fisicamente il suo team principal. Ma nella sua prima dichiarazione nega fermamente l’accusa

Martin Trenkler
Tutto lascia pensare che la seconda sessione di prove libere in Messico sia stata l’ultimo atto di Esteban Ocon in Formula 1. Si potrebbe dire che il francese abbia salutato nello stesso modo che ha caratterizzato tutta la sua carriera: con aggressività e tra le polemiche. Viste le circostanze del suo addio, in molti hanno sospettato che fosse successo qualcosa di molto grave…
Durante le qualifiche in Messico hanno cominciato a emergere i dettagli di quanto accaduto venerdì nel box Haas. Quando una squadra decide di licenziare il proprio pilota nel bel mezzo di un fine settimana di gara, deve avere un buon motivo.
Non è semplice per le squadre neppure dal punto di vista contrattuale. Certo, la Haas non aveva intenzione di confermare Ocon per il 2027, ma il pilota aveva un contratto valido fino al termine della stagione. Licenziarlo senza giusta causa nel corso di un fine settimana non sarebbe stato certamente facile, a meno che Esteban non si fosse reso responsabile di una grave violazione dei suoi obblighi.
Secondo diverse fonti, però, è esattamente ciò che è successo venerdì. “L’incontro di venerdì tra il team principal Ayao Komatsu e Ocon si è concluso nel peggiore dei modi, forse persino con un contatto fisico, anche se nessuna delle due parti ha risposto alle nostre richieste di commento”, ha scritto il quotidiano francese L’Equipe.
“I rapporti tra il pilota e il suo capo si erano fatti sempre più tesi nel corso della stagione. Ocon si sentiva isolato e non adeguatamente supportato mentre faticava a gestire le prestazioni incostanti della vettura, mentre Komatsu era sempre più insofferente per le ripetute critiche del suo pilota al lavoro della squadra”, ha scritto la testata francese.
I rapporti tra Ocon e Komatsu sembrano effettivamente essere stati tutt’altro che ideali. Già durante i test prestagionali di Barcellona, l’ingegnere giapponese aveva criticato le prestazioni di Esteban dell’anno precedente. Quando poi la squadra aveva deciso di non confermare Ocon, Ayao, rispondendo alle domande sul nuovo pilota, aveva sottolineato più volte di volere soprattutto qualcuno capace di “fare gioco di squadra”, in quello che sembrava un chiaro messaggio al francese.
Lo scontro in Messico sarebbe stato quindi il culmine di un problema interno che si trascinava da tempo. “Sempre venerdì, prima di quell’episodio, il pilota normanno sarebbe stato protagonista anche di un acceso scambio con la sua ingegnera di pista, Laura Müller, sull’assetto scelto per la sua vettura nelle prime due sessioni di prove libere del Gran Premio del Messico”, proseguiva l’articolo de L’Equipe.
“Il pacchetto a disposizione, soprattutto sul fronte delle gomme, potrebbe averlo penalizzato in pista. Una situazione tutt’altro che ideale per un pilota vicino alla scadenza del contratto con la Haas e con un disperato bisogno di mettersi in mostra nelle ultime gare della stagione per assicurarsi un altro sedile”, ha aggiunto il quotidiano francese.
Se fosse vero, non sorprenderebbe che Komatsu abbia deciso di licenziare Ocon su due piedi. Se un pilota aggredisce sia il proprio ingegnere sia il proprio capo, anche solo verbalmente, a maggior ragione se passa alle mani, il licenziamento immediato è giustificato. L’Equipe non è l’unica fonte a riportare queste accuse.
“Ho saputo da più di una fonte molto affidabile e ben inserita nel paddock che lo scontro di ieri tra Ocon e la squadra è stato estremamente duro. Tanto che sarebbe addirittura degenerato in un alterco fisico nel quale Komatsu sarebbe stato aggredito, anche se lo stesso Komatsu non ha ancora confermato queste ricostruzioni”, ha scritto l’esperta giornalista di Formula 1 Julianne Cerasoli.
“Questo spiegherebbe perché la squadra abbia agito così rapidamente. Ocon non correrà più per la Haas”, ha aggiunto.
Ocon respinge categoricamente le accuse
Se le notizie riportate dai media sono vere, sabato il francese si è diretto subito in aeroporto ed è tornato a casa in aereo. Il pilota di riserva Ryo Hirakawa ha preso il suo posto al volante. È probabile che la Haas debba affrontare una notevole mole di lavoro sul piano legale nella settimana che precede il Gran Premio del Brasile: un onere indesiderato per una squadra impegnata in una dura lotta per difendere il settimo posto nel campionato costruttori.
Al momento non sappiamo chi guiderà per la Haas in Brasile. La squadra ha preferito non commentare la situazione e non ha indicato chi correrà il prossimo fine settimana. Ocon, invece, ha preso la parola.
Sabato sera ha pubblicato sui social un comunicato nel quale ha negato categoricamente che ci sia stato uno scontro fisico. Ha però riconosciuto che dopo la seconda sessione di prove libere c’è stato uno scambio di opinioni.
“In seguito alla recente decisione di Haas F1 Team, che ha confermato che non prenderò parte al Gran Premio di Città del Messico di questo fine settimana, desidero esprimermi ufficialmente su alcune notizie apparse sui media e sulle speculazioni relative alla situazione”, ha scritto Ocon.
“Ieri sera una divergenza di vedute ha portato a una discussione con le parti coinvolte. Pur riconoscendo che questa discussione c’è stata, respingo categoricamente qualsiasi ricostruzione o accusa secondo cui sarebbe stata usata una qualunque forma di violenza fisica per risolvere divergenze di qualsiasi natura”, ha dichiarato il francese.
“Condanno fermamente la violenza in tutte le sue forme e credo con convinzione che i disaccordi debbano sempre essere gestiti con professionalità, rispetto e comprensione reciproca”, ha scritto.
Ha concluso tentando di arginare l’ondata di speculazioni. Siamo convinti, però, che non ci riuscirà. “Chiedo cortesemente di evitare speculazioni mentre la questione viene affrontata. Ulteriori aggiornamenti saranno comunicati a tempo debito”, ha aggiunto Ocon.
Following the recent decision from Haas F1 Team confirming that I will not be participating in this weekend’s Mexico City Grand Prix, I wish to formally address some media reports and speculation surrounding the situation. Last night, a difference in viewpoints led to a Show more