
Posizione attuale in campionato
- Posizione
- 7
- Punti
- 144
Biografia del pilota: Oscar Piastri
Oscar Piastri appartiene a una generazione di piloti arrivati in Formula 1 con credenziali pressoché impeccabili. L’australiano ha conquistato tre titoli importanti in tre stagioni consecutive nella sua scalata alle categorie propedeutiche e, una volta approdato ai massimi livelli, ha dimostrato rapidamente che quei successi non erano frutto del caso.
La sua carriera si distingue anche per gli inizi poco convenzionali. Prima di salire su un kart, Piastri gareggiava con automodelli radiocomandati. È cresciuto a contatto con la meccanica, in una famiglia che aveva stretti legami con il mondo dell’automobile. A poco a poco, un ragazzino affascinato dalle auto è diventato uno dei piloti di maggior successo emersi dalla moderna filiera delle categorie propedeutiche alla Formula 1.
Dalle auto radiocomandate ai kart
Oscar Jack Piastri è nato il 6 aprile 2001 a Melbourne, in Australia. È cresciuto in un ambiente in cui automobili e tecnica facevano parte della vita quotidiana. I suoi nonni erano meccanici, mentre suo padre Chris lavorava nell’industria automobilistica.
Ma il karting non è stato il primo vero approccio del giovane Piastri alle competizioni. Da bambino gareggiava con auto radiocomandate e già a nove anni sapeva tenere testa ad avversari molto più grandi. Sebbene fosse una disciplina molto diversa dall’automobilismo tradizionale, lo stesso Piastri racconta che lo ha aiutato a comprendere i principi delle traiettorie e della competizione.
Ha iniziato a correre sui kart intorno ai dieci anni. Le prime uscite non sono state impeccabili: in uno dei primi tentativi è persino finito in testacoda poco dopo essere entrato in pista. La nuova disciplina, però, ha catturato subito il suo interesse.
Si è progressivamente affermato tra i migliori giovani kartisti australiani. Ha conquistato podi nei campionati nazionali ed è diventato chiaro che, per proseguire ai massimi livelli, avrebbe dovuto trasferirsi in Europa.
Una decisione difficile a 14 anni
Per i piloti australiani, la strada verso la Formula 1 presenta un’ulteriore complicazione non trascurabile. Il cuore dell’automobilismo europeo si trova a migliaia di chilometri da casa, e questo costringe spesso i giovani piloti a scegliere molto presto tra la tranquillità della vita in famiglia e una carriera professionistica.
Piastri ha scelto la seconda.
A 14 anni si è trasferito in Inghilterra, dove ha frequentato la scuola continuando la carriera nel karting. È entrato nella Ricky Flynn Motorsport e ha cominciato a gareggiare regolarmente sui circuiti europei.
I suoi risultati nel karting europeo erano solidi, ma Piastri non era tra i piloti capaci di dominare la categoria. In seguito ha riconosciuto di aver iniziato davvero a distinguersi solo con il passaggio alle monoposto.
È stato allora che la sua carriera ha cominciato ad accelerare.
La svolta in Formula 4
Ha maturato le prime esperienze in monoposto nel 2016. La stagione successiva, nella Formula 4 britannica, ha rivelato il potenziale del giovane australiano.
Al volante per Arden Motorsport, ha vinto sei gare, conquistato diverse pole position e lottato per il titolo. Alla fine ha chiuso al secondo posto alle spalle del britannico Jamie Caroline, affermandosi anche come uno dei migliori esordienti del campionato.
È stato un momento importante della sua carriera. Sebbene Piastri fosse stato un buon kartista, sono stati i risultati in monoposto a iniziare a indicarlo come un talento con concrete prospettive di arrivare in Formula 1.
È seguito il passaggio alla Formula Renault Eurocup.
La sua prima stagione completa, nel 2018, è stata soprattutto un anno di apprendistato. Un anno dopo, però, Piastri è passato alla R-ace GP e ha portato le proprie prestazioni su un livello completamente diverso.
Nel 2019 ha vinto sette gare, ottenuto 11 podi e conquistato il titolo della Formula Renault Eurocup.
È stato l’inizio di una serie straordinaria.
Tre titoli in tre anni
I risultati di Piastri hanno attirato l’attenzione della Renault Sport Academy, in seguito ribattezzata Alpine Academy. Anche Mark Webber, ex pilota di Formula 1 e vincitore di Gran Premi, ha iniziato a seguirne la carriera, entrando nel suo gruppo di management.
Nel 2020 Piastri è salito nella Formula 3 FIA, firmando con la plurivittoriosa PREMA Racing.
Pur affrontando la stagione da esordiente, ha vinto la gara inaugurale al Red Bull Ring. Il suo principale punto di forza nel corso dell’anno non è stato il dominio in qualifica, ma la costanza in gara. Piastri non ha ottenuto nemmeno una pole position in tutta la stagione, ma è andato regolarmente a punti ed è rimasto in lotta per il titolo.
Il campionato si è deciso soltanto nell’appuntamento conclusivo al Mugello. Piastri ha avuto la meglio al termine di un confronto serrato, diventando campione della Formula 3 FIA al primo tentativo.
La promozione in Formula 2 era il passo successivo più logico.
È rimasto con PREMA nel 2021, affrontando ancora una volta una stagione da esordiente. Questa volta, però, le sue prestazioni sono state ancora più convincenti. È migliorato sensibilmente in qualifica, conquistando pole position e abbinando velocità e continuità di risultati.
Si è assicurato il titolo di Formula 2 prima dell’ultima gara della stagione.
Nell’arco di tre anni aveva vinto i titoli della Formula Renault Eurocup, della Formula 3 FIA e della Formula 2 FIA. Una serie che lo ha consacrato come uno dei talenti più brillanti in attesa di approdare in Formula 1.
Un campione senza un sedile in Formula 1
Nemmeno il titolo di Formula 2, però, ha garantito subito a Piastri un posto sulla griglia della F1.
Non avendo a disposizione un sedile da titolare per il 2022, è diventato pilota di riserva dell’Alpine. Ha sfruttato un anno senza un programma regolare di gare per lavorare al simulatore, effettuare test con vetture degli anni precedenti e maturare esperienza nell’ambiente della Formula 1.
Non era il suo primo contatto con una monoposto della massima categoria. Aveva guidato per la prima volta una F1 nel 2020, provando la Renault R.S.18 in Bahrain.
Ma è stato nell’estate del 2022 che Piastri è finito al centro dell’attenzione.
Dopo l’annuncio dell’addio di Fernando Alonso all’Alpine, la squadra francese ha comunicato pubblicamente che Piastri avrebbe corso per il team nella stagione successiva. Poco dopo, l’australiano ha annunciato che nel 2023 non avrebbe gareggiato per l’Alpine.
Ne è nata una controversia contrattuale, esaminata dal Contract Recognition Board della FIA. Il collegio ha stabilito all’unanimità che l’unico contratto valido per le stagioni 2023 e 2024 fosse l’accordo tra Piastri e la McLaren.
La strada verso la Formula 1 era finalmente libera.
L’esordiente della McLaren
Piastri ha debuttato in Formula 1 nel 2023 al fianco di Lando Norris.
L’inizio della stagione è stato difficile. La McLaren MCL60 era tra le vetture meno competitive nelle prime gare e il debutto di Piastri in Bahrain si è concluso anzitempo per un problema tecnico.
I primi punti sono arrivati proprio nella gara di casa a Melbourne, con l’ottavo posto nel Gran Premio d’Australia.
La svolta è arrivata nella seconda metà della stagione. La McLaren ha migliorato sensibilmente la propria vettura ed entrambi i piloti hanno iniziato a lottare regolarmente nelle posizioni di vertice.
Piastri ha sfiorato il podio in Gran Bretagna ed è arrivato secondo nella Sprint in Belgio. Ha poi conquistato il primo podio in una gara di Formula 1 sulla distanza completa al Gran Premio del Giappone, chiudendo terzo.
Un altro momento importante è arrivato due settimane dopo in Qatar. Piastri ha conquistato la pole position per la Sprint e l’ha poi vinta. Nel Gran Premio ha concluso al secondo posto.
Già nella stagione d’esordio aveva dimostrato di poter competere ai massimi livelli.
Le prime vittorie in Formula 1
Nella sua seconda stagione Piastri ha compiuto un altro passo avanti.
La prima vittoria in un Gran Premio è arrivata all’Hungaroring nel 2024. Partito secondo, si è portato al comando davanti al compagno di squadra Norris e ha conquistato il Gran Premio d’Ungheria al termine di una gara complicata sul piano strategico.
È diventato il quinto australiano a vincere una gara valida per il Mondiale di Formula 1.
La seconda vittoria, sulle strade di Baku, è stata ancora più convincente. Nel Gran Premio dell’Azerbaigian ha sferrato l’attacco decisivo a Charles Leclerc, resistendo poi alla pressione della Ferrari per decine di giri.
Il risultato è stato importante anche per la McLaren, che in quell’occasione è salita al comando del campionato costruttori.
Piastri ha completato tutti i giri di gara della stagione 2024 e ha chiuso al quarto posto nella classifica piloti. Insieme a Norris, ha inoltre contribuito a regalare alla McLaren il primo titolo costruttori dal 1998.
Nell’arco di due anni era passato da esordiente di talento a vincitore di Gran Premi ormai affermato.
La lotta al vertice
Il periodo successivo ha confermato che le ambizioni di Piastri andavano oltre le singole vittorie.
Nel 2025 è diventato per la prima volta un serio candidato al titolo mondiale. Ha vinto Gran Premi, conquistato pole position e guidato il campionato per una parte della stagione. Alla fine ha chiuso al terzo posto nella classifica piloti.
L’esperienza di una lotta per il titolo durata un’intera stagione ha segnato un altro passaggio importante della sua carriera. Piastri poteva attingere all’esperienza nelle categorie propedeutiche, dove era diventato campione in tre modi diversi: puntando soprattutto sulla velocità in Formula Renault, sulla costanza in Formula 3 e su una combinazione di entrambe in Formula 2.
La McLaren considera l’australiano parte del proprio futuro a lungo termine. La squadra gli ha rinnovato il contratto più di una volta nelle sue prime stagioni e Piastri è diventato uno dei piloti chiave del progetto che ha riportato la storica scuderia britannica a lottare al vertice.
Un carattere calmo e una mente tecnica
Una caratteristica che ha accompagnato Piastri per tutta la carriera professionistica è la sua calma.
Lo stesso australiano definisce metodico il proprio stile di guida e pacato il proprio approccio al volante. È noto per il modo analitico con cui elabora le informazioni e per la capacità di adattarsi a condizioni nuove, qualità già evidenti durante la sua rapida ascesa nelle categorie propedeutiche.
Il suo interesse per la tecnica automobilistica va oltre il contesto familiare. Piastri ha raccontato che, se non fosse diventato un pilota, avrebbe potuto immaginare una carriera da ingegnere.
Lontano dai circuiti, mantiene forti legami con l’Australia. È un grande appassionato di cricket e, quando è a casa, assiste alle partite della nazionale australiana. Segue anche l’Australian Football League, tifando per il Richmond Football Club.
L’Australia resta il luogo in cui torna regolarmente tra una stagione e l’altra per trascorrere del tempo con la famiglia e gli amici.
Perché corre con il numero 81
Il numero di gara 81 è diventato sinonimo di Piastri.
Le sue origini risalgono agli anni del karting. Inizialmente utilizzava il numero 11, che aveva composto affiancando due cifre “1”. Ma quando un altro pilota si è presentato a una gara già iscritto con lo stesso numero, Piastri ha dovuto trovare un’alternativa e alla fine ha scelto l’81.
Lo ha utilizzato anche nella Formula 4 britannica ed è tornato a sceglierlo una volta arrivato in Formula 1.
Da allora il numero 81 è diventato uno dei suoi segni distintivi più riconoscibili.
Una delle scalate più rapide verso il vertice
La storia di Oscar Piastri non è quella di un pilota che ha dominato ogni categoria fin dal primo giorno su un kart. La sua carriera dimostra piuttosto una costante capacità di adattarsi al livello successivo e di migliorare progressivamente le proprie prestazioni.
Il karting europeo gli ha fornito le basi, ma è stato solo in monoposto che ha mostrato il suo vero potenziale. Il secondo posto nella Formula 4 britannica gli ha aperto le porte della Formula Renault Eurocup, seguito, a partire dal 2019, da una straordinaria serie di tre titoli consecutivi.
Dopo un anno da pilota di riserva, è arrivato in Formula 1 con la McLaren e nelle prime due stagioni ha conquistato podi, una vittoria nella Sprint e successi nei Gran Premi. In seguito si è affermato tra i piloti capaci di lottare al vertice del campionato mondiale.
Da un bambino di nove anni a bordo pista con il radiocomando di un modellino tra le mani a vincitore in Formula 1, Piastri ha seguito un percorso in cui ogni passo era più difficile del precedente.
E quasi ogni volta si è dimostrato all’altezza della sfida.
Scuderie in carriera
Scuderie e stagioni di gara registrate nel nostro archivio dei risultati (2023–2026).

