
ZakBrown
Amministratore delegato
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Amministratore delegato
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Team principal
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Direttore tecnico e capo progettista
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Direttore tecnico dell’aerodinamica
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Direttore tecnico delle prestazioni
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Direttore tecnico dell’ingegneria applicata
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Ingegnere di pista
Lando Norris
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Ingegnere di pista
Oscar Piastri
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McLaren rappresenta uno dei rari casi nella storia della Formula 1 in cui il fondatore di una scuderia ha vinto un Gran Premio al volante di una vettura che portava il suo nome. Il neozelandese Bruce McLaren riuscì nell’impresa nel 1968, gettando le basi di una delle squadre più vincenti del campionato. Alla fine della stagione 2025, la scuderia britannica con sede a Woking aveva conquistato dieci titoli costruttori e tredici titoli mondiali piloti. Ayrton Senna, Alain Prost, Mika Häkkinen e Lewis Hamilton hanno contribuito a scriverne la storia, mentre Lando Norris e Oscar Piastri ne hanno firmato il più recente capitolo di successi.
La storia della McLaren iniziò nel 1963, quando il pilota neozelandese Bruce McLaren fondò la propria scuderia, la Bruce McLaren Motor Racing. La squadra approdò in Formula 1 nel 1966, debuttando al Gran Premio di Monaco. McLaren scese in pista al volante della sua M2B, ma un guasto tecnico lo costrinse al ritiro.
La prima vittoria arrivò al Gran Premio del Belgio del 1968, a Spa-Francorchamps. Bruce McLaren divenne il secondo pilota, dopo Jack Brabham, a vincere una gara del Mondiale di Formula 1 al volante di una vettura costruita dal proprio marchio. In quel periodo, anche l’arrivo del connazionale Denny Hulme, campione del mondo nel 1967, rappresentò un rinforzo importante per la squadra.
La crescita della scuderia fu segnata dalla tragedia del 2 giugno 1970, quando Bruce McLaren perse la vita durante un test con una vettura sport a Goodwood, in Gran Bretagna. Teddy Mayer assunse la guida della squadra, garantendone la continuità e proseguendo il lavoro per renderla competitiva.
Il primo grande successo dopo la morte del fondatore arrivò nel 1974. Il brasiliano Emerson Fittipaldi conquistò il Mondiale piloti, mentre la McLaren si aggiudicò anche il suo primo titolo costruttori. Due anni dopo, James Hunt vinse un altro titolo piloti, battendo per un solo punto il ferrarista Niki Lauda al termine di una sfida ricca di colpi di scena.
All’inizio degli anni Ottanta, la McLaren passò sotto la guida di Ron Dennis, il cui arrivo segnò l’inizio di un altro periodo di grandi successi. Un ruolo importante fu svolto dal progettista John Barnard, autore della rivoluzionaria MP4/1 con monoscocca in fibra di carbonio. La nuova tecnologia influenzò profondamente la progettazione delle monoposto di Formula 1, diventando gradualmente lo standard per tutte le squadre del campionato.
La McLaren dominò la stagione 1984 con i propulsori TAG-Porsche. Niki Lauda conquistò il suo terzo titolo mondiale, battendo il compagno di squadra Alain Prost per mezzo punto. La scuderia vinse anche il suo secondo campionato costruttori. Prost si aggiudicò poi i titoli piloti del 1985 e del 1986.
La stagione di maggior dominio della McLaren fu quella del 1988. Al volante della MP4/4 motorizzata Honda, Ayrton Senna e Alain Prost vinsero 15 dei 16 Gran Premi in calendario. Il brasiliano conquistò il suo primo titolo mondiale, mentre la rivalità con il compagno di squadra francese si trasformò gradualmente in un conflitto aperto.
Prost divenne campione del mondo nel 1989, mentre Senna trionfò nel 1990 e nel 1991. In quel periodo la McLaren vinse quattro titoli costruttori consecutivi, consolidando il proprio posto tra le scuderie più vincenti nella storia della F1.
Un altro capitolo di successi arrivò alla fine degli anni Novanta. Sotto la direzione tecnica di Adrian Newey e con i motori Mercedes, Mika Häkkinen conquistò due titoli piloti, nel 1998 e nel 1999. Nel 1998 la McLaren si aggiudicò anche il suo ottavo campionato costruttori. David Coulthard, vincitore di tredici Gran Premi con la squadra, fu un elemento importante della formazione di quegli anni.
Dopo l’inizio del nuovo millennio, la McLaren proseguì la collaborazione con Mercedes, lottando regolarmente nelle posizioni di vertice. Per un altro titolo mondiale, però, dovette aspettare fino al 2008.
Lewis Hamilton divenne una figura di primo piano della squadra dopo il debutto in Formula 1 nel 2007. Già nella sua prima stagione si contese il titolo con Fernando Alonso e Kimi Räikkönen, chiudendo però al secondo posto nella classifica finale. La stagione fu segnata anche dallo scandalo di spionaggio relativo a documenti riservati della Ferrari, per il quale la McLaren fu esclusa dal campionato costruttori e ricevette una pesante multa.
Un anno dopo, Hamilton conquistò il suo primo titolo mondiale. Il campionato 2008 si decise soltanto nelle battute finali del Gran Premio del Brasile, dove il pilota britannico raggiunse nelle ultime curve il quinto posto di cui aveva bisogno. Alla fine prevalse sul ferrarista Felipe Massa per un solo punto.
Negli anni successivi, tuttavia, la McLaren si allontanò progressivamente dalla lotta per il titolo. Pur potendo contare su Hamilton e, dal 2010, sull’altro campione del mondo Jenson Button, la sua ultima vittoria prima di un lungo digiuno arrivò al Gran Premio del Brasile del 2012.
Il periodo seguente fu caratterizzato da un netto calo delle prestazioni. Il ritorno alla collaborazione con Honda, tra il 2015 e il 2017, si rivelò particolarmente problematico: la McLaren dovette fare i conti con power unit carenti in termini di potenza e affidabilità. Neppure il due volte campione del mondo Fernando Alonso riuscì a portare miglioramenti significativi.
I risultati iniziarono a migliorare dopo il passaggio ai motori Renault e il successivo ritorno alle power unit Mercedes. Nel 2021 Daniel Ricciardo vinse il Gran Premio d’Italia a Monza, con Lando Norris secondo. La McLaren tornò così a vincere una gara di Formula 1 dopo quasi nove anni.
Una svolta fondamentale arrivò con l’ingresso di Zak Brown ai vertici della McLaren. Il dirigente statunitense contribuì progressivamente a riorganizzare la squadra, rafforzare il reparto tecnico e assicurare nuovi investimenti. Alla vigilia della stagione 2023, Andrea Stella divenne team principal, dopo aver ricoperto diversi incarichi tecnici.
La McLaren affrontò il 2023 con Lando Norris e Oscar Piastri come piloti, ma le prime gare misero in evidenza carenze significative della monoposto. Un ampio pacchetto di aggiornamenti tecnici introdotto nel corso della stagione portò a una svolta decisiva. Norris iniziò a salire regolarmente sul podio, mentre il debuttante Piastri confermò il proprio potenziale vincendo la Sprint in Qatar.
La crescita della competitività proseguì nel 2024. La McLaren rafforzò notevolmente il proprio reparto tecnico, ingaggiando, tra gli altri, l’esperto progettista Rob Marshall dalla Red Bull. Peter Prodromou svolse un ruolo importante nello sviluppo aerodinamico.
Norris regalò alla squadra la prima vittoria stagionale al Gran Premio di Miami, conquistando il suo primo successo in Formula 1. Piastri ottenne la sua prima vittoria al Gran Premio d’Ungheria, per poi imporsi anche in Azerbaigian.
La McLaren superò progressivamente la Red Bull Racing, mentre la Ferrari emerse come principale rivale nella lotta per il campionato costruttori. La classifica finale si decise soltanto nell’ultimo appuntamento della stagione, il Gran Premio di Abu Dhabi, vinto da Norris.
Nel 2024 la McLaren conquistò il suo nono campionato costruttori, ponendo fine a un’attesa di 26 anni per il titolo riservato alle squadre. Chiuse la stagione con 666 punti e sei vittorie. Norris arrivò secondo nella classifica piloti alle spalle di Max Verstappen, mentre Piastri concluse al quarto posto.
La McLaren iniziò la stagione 2025 da campione costruttori in carica e tra le principali favorite per il Mondiale. La MCL39 raccolse l’eredità vincente della vettura precedente e fu tra le monoposto più veloci in griglia fin dalla prima gara.
Lando Norris vinse il Gran Premio d’Australia, appuntamento inaugurale della stagione, ma il compagno di squadra Oscar Piastri si affermò gradualmente come il suo principale rivale per il titolo piloti. L’australiano vinse, tra le altre gare, in Cina, Bahrain, Arabia Saudita e a Miami, guidando la classifica per gran parte della stagione.
La rivalità tra i due piloti, tuttavia, non indebolì la posizione della McLaren nel campionato costruttori. La squadra portò regolarmente entrambe le vetture sul podio e si assicurò il decimo titolo costruttori al Gran Premio di Singapore, con sei gare d’anticipo.
La lotta per il titolo piloti fu molto più combattuta. Nella seconda metà della stagione Norris iniziò a ridurre il distacco da Piastri, mentre anche Max Verstappen, al volante della Red Bull, rientrò in corsa. A complicare ulteriormente la situazione della McLaren arrivò la squalifica di entrambe le vetture dal Gran Premio di Las Vegas per l’eccessiva usura del pattino del fondo.
Il nuovo campione del mondo fu deciso soltanto al Gran Premio di Abu Dhabi, ultimo appuntamento della stagione. A Norris bastò il terzo posto per conquistare il suo primo titolo mondiale. Chiuse la stagione con 423 punti, appena due in più di Verstappen. Piastri arrivò terzo con 410 punti.
Entrambi i piloti McLaren ottennero sette vittorie nel corso della stagione. La squadra vinse quindi 14 dei 24 Gran Premi e totalizzò 833 punti nel campionato costruttori, 364 in più della Mercedes seconda classificata. Raccolse inoltre un totale di 34 piazzamenti sul podio.
La McLaren completò così il suo anno più vincente dal 1998, l’ultima stagione in cui aveva conquistato sia il titolo piloti sia quello costruttori. Lando Norris firmò il tredicesimo titolo piloti nella storia della McLaren, mentre la squadra conquistò il suo decimo campionato costruttori.
La guida di Zak Brown e Andrea Stella, insieme a un reparto tecnico riorganizzato, fu alla base del ritorno al vertice della scuderia britannica. Alla fine della stagione 2025, la McLaren era passata da anni senza vittorie alla conquista di entrambi i titoli mondiali, proseguendo nel solco dei successi delle generazioni rappresentate da Senna, Prost, Häkkinen e Hamilton.