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Biografia del pilota: Alex Albon
Quando aveva sei anni, durante una visita al Gran Premio di Gran Bretagna Alex Albon vinse un concorso a pronostici, conquistando la possibilità di incontrare Michael Schumacher. Per un bambino con la cameretta piena di macchinine da corsa e che già sognava un futuro nell'automobilismo, fu un'esperienza indimenticabile. Meno di vent'anni dopo, sarebbe salito lui stesso su un podio di Formula 1.
Alexander Albon Ansusinha è nato il 23 marzo 1996 a Londra. Sua madre è thailandese, mentre suo padre, Nigel Albon, è britannico ed è un ex pilota che ha gareggiato anche nei campionati britannici in circuito. Alex è quindi cresciuto in un ambiente in cui le auto e l'automobilismo facevano naturalmente parte della vita quotidiana. Pur essendo nato e cresciuto in Gran Bretagna, nelle competizioni internazionali rappresenta la Thailandia.
L'automobilismo lo ha affascinato fin da piccolo. Giocava con le macchinine, guardava suo padre correre e, dopo aver ricevuto il primo kart, ha iniziato a guidare su una pista improvvisata vicino a casa. Ha cominciato a gareggiare nei kart all'età di otto anni.
Uno dei migliori talenti della sua generazione nel karting
Albon si è affermato rapidamente come uno dei giovani kartisti più vincenti della sua generazione. Ha scalato le categorie britanniche e internazionali, affrontando avversari che avrebbero poi raggiunto a loro volta i massimi livelli dell'automobilismo.
Il 2010 è stato un anno particolarmente ricco di successi. Nella categoria KF3 ha vinto sia il Campionato Europeo CIK-FIA sia la Coppa del Mondo CIK-FIA. Un anno dopo era tra i protagonisti anche nelle categorie superiori del karting, dove affrontava piloti del calibro di Nyck de Vries e Max Verstappen nelle più prestigiose competizioni internazionali.
I suoi risultati hanno attirato l'attenzione della Red Bull, che lo ha inserito nel proprio programma per giovani piloti. Il legame con il marchio austriaco sarebbe poi diventato uno dei temi centrali della carriera di Albon, dalla prima grande delusione a un approdo inatteso in Formula 1.
Un passaggio difficile alle monoposto
Nel 2012 Albon ha lasciato i kart per passare alle monoposto in Formula Renault 2.0. La transizione, però, non è andata secondo i piani. Nella prima stagione ha faticato a mettersi in luce e la Red Bull ha deciso di interrompere il proprio sostegno dopo un solo anno.
È stato un duro colpo per il giovane pilota. In seguito Albon ha ammesso apertamente di aver persino pensato di abbandonare del tutto le corse in quel periodo. Senza il sostegno di un importante programma per giovani piloti, proseguire era molto più difficile, sia sul piano economico sia su quello agonistico.
Insieme al padre si è quindi messo alla ricerca di sponsor che gli permettessero di continuare a correre. Gradualmente è riuscito a rilanciare la propria carriera e sono arrivati anche i risultati. È rimasto in Formula Renault 2.0 per altre due stagioni, chiudendo al terzo posto assoluto nell'Eurocup nel 2014.
Sono seguiti il passaggio alla Formula 3 europea e poi alla GP3 Series.
La stagione 2016 ha confermato chiaramente che, nonostante il difficile esordio in monoposto, Albon era in grado di competere ai massimi livelli delle categorie propedeutiche. Al volante per ART Grand Prix, ha chiuso il campionato GP3 al secondo posto, battuto soltanto dal compagno di squadra Charles Leclerc.
La Formula 2 e un'ultima occasione per realizzare il sogno
Il passo successivo è stato la Formula 2. Albon ha debuttato nel 2017, per poi passare alla DAMS un anno dopo.
Alla vigilia della stagione 2018, però, il suo futuro era nuovamente incerto. Non poteva contare né sul forte sostegno di un costruttore né su un percorso garantito verso la Formula 1, e il proseguimento della sua carriera dipendeva anche dai risultati. In pista, tuttavia, ha disputato la sua migliore stagione in monoposto fino a quel momento.
Ha ottenuto quattro vittorie, otto podi e tre pole position. Particolarmente impressionante è stata la serie di tre pole consecutive a Baku, Barcellona e Monaco. È rimasto in lotta per il titolo con George Russell e Lando Norris per tutto l'anno, arrivando all'ultimo appuntamento di Abu Dhabi ancora matematicamente in corsa per il campionato.
Alla fine ha concluso la stagione al terzo posto, alle spalle di Russell e Norris.
Paradossalmente, mentre i suoi due principali rivali si erano già assicurati un sedile in Formula 1, Albon si preparava a prendere un'altra strada. Aveva raggiunto un accordo con Nissan per correre in Formula E e aveva iniziato a prepararsi per un nuovo campionato.
Poi è arrivata la telefonata che ha cambiato la sua carriera.
Il ritorno inatteso in Red Bull e l'esordio in Formula 1
La Red Bull cercava un pilota per il proprio team junior, la Toro Rosso, e ha deciso di concedere una seconda possibilità ad Albon, sei anni dopo averlo escluso dal suo programma.
Quasi all'ultimo momento, Albon è passato da futuro debuttante in Formula E a pilota di Formula 1.
Nel 2019 ha corso per la Toro Rosso al fianco di Daniil Kvyat. Il suo adattamento è stato ancora più notevole considerando che aveva guidato una monoposto di Formula 1 per la prima volta soltanto nei test precampionato.
Le sue prestazioni nella prima metà dell'anno sono state abbastanza convincenti da spingere la Red Bull a un cambio inatteso durante la pausa estiva. Pierre Gasly è tornato in Toro Rosso, mentre ad Albon è stato affidato il sedile accanto a Max Verstappen nella squadra principale.
È stata una promozione eccezionalmente rapida. Aveva iniziato l'anno da esordiente assoluto, ma dopo 12 Gran Premi era già al volante di una delle monoposto più competitive del campionato.
Ha chiuso tra i primi sei nella maggior parte delle gare rimanenti di quell'anno, terminando la stagione all'ottavo posto in classifica.
Due podi e la perdita del posto da titolare in Red Bull
Nel 2020 Albon ha avuto a disposizione un'intera stagione in Red Bull. Il confronto con Max Verstappen si è però rivelato difficile e il divario tra i due compagni di squadra è diventato progressivamente una delle questioni centrali della sua esperienza nel team.
Nonostante un anno complicato, ha ottenuto i due risultati più importanti della sua carriera fino a quel momento.
Ha concluso al terzo posto il Gran Premio della Toscana al Mugello, diventando il primo pilota thailandese a salire sul podio in Formula 1. Ha poi conquistato un altro terzo posto nel Gran Premio del Bahrain.
I due podi, però, non sono bastati a conservare il sedile. La Red Bull ha deciso di ingaggiare Sergio Pérez per la stagione 2021, lasciando Albon senza un posto da titolare.
Questa volta, tuttavia, non è uscito dalla Formula 1. La Red Bull lo ha confermato come collaudatore e pilota di riserva, e Albon si è dedicato al lavoro al simulatore e allo sviluppo della monoposto.
Un anno senza gare in F1 e l'esperienza nel DTM
Per mantenersi allenato alle gare, ha disputato parte della stagione 2021 nel campionato tedesco DTM.
Per un pilota cresciuto sulle monoposto, correre con le vetture GT3 significava confrontarsi con una disciplina diversa. Albon ha guidato una Ferrari 488 GT3 e ha dimostrato di poter ottenere risultati anche in quel contesto. Ha conquistato la prima vittoria nel DTM al Nürburgring e ha aggiunto altri podi nel corso della stagione.
La sua ambizione principale, però, restava il ritorno sulla griglia di Formula 1.
L'occasione è arrivata dalla Williams.
Una seconda carriera in Formula 1
La Williams cercava un sostituto per George Russell, in procinto di passare alla Mercedes per la stagione 2022. La squadra ha scelto Albon, affiancandolo a Nicholas Latifi, già suo compagno in Formula 2.
Il ritorno ha offerto ad Albon la possibilità di ripartire quasi da zero. Non era più un giovane messo al fianco della stella affermata della Red Bull, ma un pilota sul quale la Williams contava per l'esperienza, le indicazioni tecniche e la capacità di cogliere le opportunità anche con una monoposto meno competitiva.
Uno dei momenti simbolo della sua prima stagione al rientro è stato il Gran Premio d'Australia 2022. Dopo essere stato squalificato dalle qualifiche, è partito dal fondo dello schieramento, ma la Williams ha optato per un primo stint eccezionalmente lungo. Albon ha percorso quasi tutta la gara con un solo treno di gomme dure, fermandosi ai box soltanto poco prima del traguardo e conquistando il decimo posto. È stato il primo punto stagionale della Williams.
Negli anni successivi ha consolidato la propria posizione all'interno della squadra.
Il leader della Williams
La stagione 2023 è stata una delle più significative per Albon dal suo ritorno in Formula 1. Sebbene la Williams non fosse ancora tra le squadre in grado di lottare regolarmente nelle prime posizioni, la sua monoposto poteva essere competitiva su determinate tipologie di circuito.
Albon ha sfruttato queste opportunità, soprattutto in qualifica e nelle gare in cui spesso ha dovuto difendere a lungo la propria posizione da avversari più veloci. Il Gran Premio del Canada, concluso al settimo posto, ne è stato un esempio evidente. A Zandvoort si è qualificato quarto, ottenendo il suo miglior risultato in qualifica con la Williams.
Quelle prestazioni hanno anche rafforzato la sua importanza nel percorso di ricostruzione della squadra. Successivamente, la Williams gli ha fatto firmare un contratto a lungo termine.
Nel 2025 ha fatto coppia con Carlos Sainz. In quella stagione Albon ha raccolto 73 punti e ha concluso all'ottavo posto nel campionato piloti, il suo miglior piazzamento finale in Formula 1 fino a quel momento. Anche la Williams ha chiuso l'anno al quinto posto nel campionato costruttori.
Un pilota la cui carriera in Formula 1 sembrava essersi fermata dopo l'addio alla Red Bull era così diventato uno dei pilastri del progetto a lungo termine della Williams.
La Thailandia, la famiglia e la vita fuori dall'abitacolo
Pur essendo cresciuto in Gran Bretagna, Albon ha rappresentato la Thailandia, il Paese d'origine della madre, per tutta la sua carriera internazionale. In Formula 1 ha seguito le orme del principe Bira, che ha corso nel Mondiale negli anni Cinquanta, diventando un altro importante rappresentante dell'automobilismo thailandese.
La famiglia è rimasta una parte importante della sua vita anche dopo l'arrivo in Formula 1. Ha maturato gran parte delle sue prime esperienze nell'automobilismo al fianco del padre Nigel e ha raccontato più volte quanto sia stato fondamentale il sostegno della famiglia nei periodi in cui il suo futuro nelle corse era incerto.
Lontano dai circuiti, ha diversi interessi noti al pubblico. Ama la fotografia, soprattutto con macchine fotografiche analogiche e istantanee. Nei giorni liberi porta con sé una macchina fotografica anche durante le passeggiate nelle città che visita nel corso della stagione.
Ha inoltre una grande passione per i videogiochi e la realtà virtuale. Durante le restrizioni legate alla pandemia ha sviluppato un interesse per i giochi in VR, che ha utilizzato anche per passare il tempo durante i viaggi.
Anche il golf è entrato a far parte della sua vita. La sua compagna è la golfista professionista Lily Muni He e Albon gioca per svago, anche a golf virtuale.
È noto anche il suo affetto per gli animali. La famiglia Albon aveva diversi gatti, un cane e altri animali, e le immagini dei loro animali domestici sono comparse persino sulla livrea speciale del suo casco per il Gran Premio di Gran Bretagna.
Una carriera costruita sulle seconde occasioni
La carriera di Albon è stata tutt'altro che lineare. Da adolescente ha perso il posto nel programma che avrebbe dovuto portarlo in Formula 1. Diversi anni dopo era sul punto di proseguire la propria carriera in Formula E quando quella stessa Red Bull lo ha richiamato inaspettatamente. Dopo meno di due stagioni ha poi perso il sedile in Formula 1, ha trascorso un anno lontano dalla griglia e ha dovuto trovare per la seconda volta la strada per entrare nel campionato.
Per questo la sua carriera non si definisce soltanto attraverso i due podi con la Red Bull o i risultati con la Williams. Altrettanto importante è la sua capacità di riconquistare il proprio spazio dopo una battuta d'arresto.
Dai titoli nel karting alla GP3 e alla lotta per il titolo in Formula 2, dalla rapida promozione dalla Toro Rosso alla Red Bull all'anno nel DTM e al ritorno con la Williams, Alex Albon ha vissuto capitoli molto diversi tra loro. Ad accomunarli è il fatto che, in diversi di quei passaggi, la possibilità di proseguire fosse tutt'altro che garantita.
Ed è proprio questa capacità di sfruttare al meglio una nuova opportunità a essere diventata uno dei tratti distintivi della sua carriera nell'automobilismo.
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