
Posizione attuale in campionato
- Posizione
- 13
- Punti
- 23
Biografia del pilota: Oliver Bearman
Oliver ‘Ollie’ Bearman è arrivato in Formula 1 con una rapidità sorprendente. In pochi anni, il pilota britannico è passato dal karting alla Formula 4, alla FIA Formula 3 e alla Formula 2, fino a entrare nel gruppo dei 20 piloti al vertice dell’automobilismo. La sua ascesa è stata segnata da importanti successi nei campionati propedeutici, dall’ingresso nella prestigiosa Ferrari Driver Academy e, infine, da un debutto inatteso proprio con la Scuderia Ferrari.
Bearman è nato l’8 maggio 2005 a Chelmsford, in Inghilterra. L’automobilismo ha fatto parte della sua vita fin da piccolo. Suo padre David correva con vetture sport in competizioni di club e Oliver, ancora bambino, andava a seguire le sue gare. In seguito ha raccontato che il rumore dei motori, l’odore del carburante e delle gomme e la velocità delle vetture avevano acceso il suo interesse per le corse, prima ancora che iniziasse a guidare con maggiore impegno.
Gli inizi nel karting
Le sue prime esperienze al volante risalgono a quando era molto piccolo, ma ha cominciato a praticare karting a livello agonistico intorno agli otto anni. I progressi sono stati rapidi. Negli anni successivi si è affermato tra i giovani kartisti britannici più vincenti, iniziando gradualmente a ottenere risultati anche a livello internazionale.
Nel karting britannico si è messo in luce in appuntamenti come il Kartmasters British Grand Prix, mentre la stagione 2019 gli ha regalato alcuni dei suoi risultati internazionali più importanti. Nella categoria X30 Junior ha ottenuto successi di rilievo, comprese vittorie in competizioni internazionali. È stato proprio quel periodo a indicare chiaramente che Bearman aveva il potenziale per intraprendere una carriera da professionista nell’automobilismo.
Il passo successivo più naturale era il passaggio dai kart alle monoposto.
Le prime vittorie in Formula 4
Il suo esordio nelle corse automobilistiche è arrivato nel 2020. Con US Racing ha disputato il campionato tedesco ADAC Formula 4, prendendo parte anche ad alcuni appuntamenti della Formula 4 italiana.
Non ha dovuto aspettare a lungo per il primo successo importante, arrivato a Hockenheim nella stagione d’esordio. Ripensandoci, ha indicato quella prima vittoria in monoposto come uno dei momenti che hanno davvero lanciato la sua carriera nelle corse automobilistiche.
La stagione 2021 ha poi segnato una svolta decisiva. Bearman è passato alla Van Amersfoort Racing e ha disputato in parallelo i campionati di Formula 4 tedesco e italiano. Ne è nata una delle stagioni più vincenti della sua carriera nelle categorie propedeutiche.
Con 11 vittorie si è laureato campione della Formula 4 italiana. Allo stesso tempo ha lottato per il titolo dell’ADAC Formula 4, conquistando altri sei successi e assicurandosi un secondo campionato. In un solo anno aveva vinto due delle più importanti serie europee di Formula 4.
In totale ha conquistato 17 vittorie nei due campionati. Ha corso anche nella serie britannica GB3, vincendo in una delle sue partecipazioni.
Risultati del genere non potevano più passare inosservati, nemmeno ai massimi livelli.
L’ingresso nella Ferrari Driver Academy
Dopo la vincente stagione 2021, Bearman è stato scelto per la fase finale del processo di selezione della Ferrari Driver Academy. Il programma della Casa italiana cerca da tempo giovani piloti con il potenziale per arrivare in Formula 1.
Bearman ha superato le selezioni ed è entrato nell’Academy della Ferrari. È stato un passo di enorme importanza per la sua carriera.
Il rapporto con la Ferrari non si limitava al sostegno economico o sportivo. A 16 anni Bearman si è trasferito in Italia e ha iniziato ad adattare maggiormente la propria vita alle esigenze di un pilota professionista. Viveva vicino a Maranello, lavorava con ingegneri, preparatori atletici e altri membri del programma Ferrari e ha dovuto imparare a cavarsela in un ambiente nuovo, lontano dalla famiglia.
In seguito ha ammesso che quel periodo lo ha costretto a crescere molto in fretta. Ha anche imparato l’italiano e si è inserito sempre più a fondo nella struttura della Ferrari.
Formula 3, subito in lotta per il titolo
Dopo l’anno dominato in Formula 4, Bearman è passato direttamente alla FIA Formula 3 per la stagione 2022. Si è unito a PREMA Racing, uno dei team più vincenti al mondo nelle categorie propedeutiche.
Ancora una volta si è affermato quasi subito tra i protagonisti.
La sua stagione d’esordio in F3 non è stata priva di errori, ma il suo rendimento è migliorato costantemente. In seguito ha ricordato di aver dovuto imparare ad adottare un approccio più strategico alle gare. La Formula 4 gli aveva consentito di guidare in modo molto più aggressivo, mentre la F3 richiedeva una migliore gestione delle gomme, pazienza e la capacità di individuare il momento giusto per attaccare.
Il fine settimana di Spa-Francorchamps, in Belgio, si è rivelato importante per lui. Ha vinto la Sprint Race e ha chiuso terzo nella Feature Race. Era la sua prima vittoria in Formula 3, un risultato che lo ha portato a pieno titolo nella lotta per il campionato.
È arrivato all’ultimo appuntamento della stagione, a Monza, ancora in corsa per il titolo. Alla fine ha chiuso terzo in classifica generale, a soli sette punti dal campione Victor Martins.
Per un esordiente che appena un anno prima correva in Formula 4, era un risultato di grandissimo rilievo. Ferrari e PREMA hanno quindi deciso di fargli salire subito un altro gradino.
La Formula 2 e un fine settimana indimenticabile a Baku
Nel 2023 Bearman è diventato un pilota di FIA Formula 2, ancora una volta con PREMA Racing.
Anche nella seconda categoria delle monoposto gli è servito poco tempo per adattarsi. La vera svolta è arrivata già nell’appuntamento sul circuito cittadino di Baku.
Qui Bearman ha disputato uno dei fine settimana più completi della storia moderna della Formula 2. È stato il più veloce nelle prove libere, ha conquistato la pole position e ha poi vinto sia la Sprint Race sia la Feature Race. È diventato il primo pilota di questa generazione del campionato di F2 a chiudere al comando tutte le sessioni di un singolo fine settimana.
Nel corso della stagione ha aggiunto altre vittorie a Barcellona e Monza. Ha concluso la sua prima annata in Formula 2 con quattro successi e il sesto posto in classifica.
Soprattutto, però, stava cominciando ad avvicinarsi anche alla Formula 1.
I primi giri in Formula 1
La Ferrari ha coinvolto gradualmente il suo giovane pilota nelle attività legate alla Formula 1. Bearman ha trascorso molto tempo al simulatore e ha avuto anche l’opportunità di guidare monoposto Ferrari di F1 degli anni precedenti.
Nel 2023 ha svolto un test a Fiorano, il circuito di casa della Ferrari. È poi iniziata la collaborazione con Haas, squadra che da tempo intrattiene un rapporto tecnico con la Ferrari.
Bearman ha avuto la possibilità di partecipare alla prima sessione di prove libere del Gran Premio del Messico e, successivamente, di Abu Dhabi. Per il giovane pilota erano le prime occasioni di confrontarsi direttamente con i titolari della Formula 1 durante un fine settimana di gara.
Le sue prestazioni hanno impressionato i vertici della Haas, in particolare il futuro team principal Ayao Komatsu. Bearman si è quindi assicurato altre occasioni per girare in Formula 1 ed è stato nominato pilota di riserva sia della Ferrari sia della Haas per il 2024.
Nessuno, però, si aspettava che il suo esordio in gara arrivasse così presto.
La telefonata che gli ha cambiato la carriera
Il Gran Premio dell’Arabia Saudita 2024 avrebbe dovuto essere soprattutto un altro fine settimana di Formula 2 per Bearman. In qualifica aveva persino conquistato la pole position.
Poi è arrivata una notizia inattesa.
Il pilota Ferrari Carlos Sainz doveva essere operato per un’appendicite e la squadra aveva bisogno di un sostituto. La scelta è caduta su Bearman, che all’epoca aveva 18 anni.
Ha saputo che avrebbe corso per la Ferrari soltanto poco prima della terza sessione di prove libere. Aveva quindi a disposizione appena un’ora di prove prima delle qualifiche al volante della SF-24, una vettura che non aveva mai guidato in condizioni di gara.
Nonostante la preparazione ridottissima, ha offerto una prestazione di notevole lucidità. In qualifica ha mancato l’accesso alla fase finale per appena pochi centesimi di secondo.
In gara ha poi chiuso settimo.
Aveva subito conquistato sei punti alla sua prima partenza in Formula 1. È diventato anche il più giovane pilota Ferrari a segnare punti in una gara del Mondiale di Formula 1.
È stato il momento che ha fatto conoscere Bearman al grande pubblico quasi da un giorno all’altro.
Da sostituto a titolare della Haas
Pur mantenendo la Formula 2 come programma principale, nel corso del 2024 ha avuto altre opportunità al volante della Haas. A luglio la squadra ha annunciato di aver ingaggiato Bearman con un contratto pluriennale e che sarebbe diventato uno dei suoi piloti titolari in Formula 1 dalla stagione 2025.
Prima di allora, però, è tornato a correre in altre occasioni.
Al Gran Premio dell’Azerbaigian ha sostituito lo squalificato Kevin Magnussen e ha chiuso decimo. Ha così conquistato un punto anche alla sua prima partenza con la Haas. È diventato il primo pilota nella storia della Formula 1 ad andare a punti con due squadre diverse nei suoi primi due Gran Premi.
Successivamente ha sostituito di nuovo Magnussen a San Paolo.
La sua seconda stagione in Formula 2 è stata insolita. Gli impegni in Formula 1 hanno modificato il programma originario, ma è comunque riuscito a vincere tre gare di F2: in Austria, a Monza e in Qatar. Ha così concluso la fase della sua carriera nelle categorie propedeutiche con un totale di sette vittorie in due stagioni di F2.
L’obiettivo principale, però, era già stato raggiunto. Era diventato un pilota di Formula 1.
La prima stagione completa ai massimi livelli
Nel 2025 Bearman ha iniziato la sua prima stagione completa in Formula 1 come pilota Haas. Al suo fianco è arrivato l’esperto Esteban Ocon.
L’inizio della stagione è stato segnato da alcuni tipici errori da esordiente e Bearman ha poi ammesso apertamente che avrebbe potuto gestire meglio certe situazioni. Gradualmente, però, ha acquisito esperienza nella gestione di un intero fine settimana di gara, nella messa a punto della vettura, nella gestione delle gomme e nella comunicazione con il team.
Il suo risultato migliore è arrivato al Gran Premio del Messico, dove ha chiuso quarto. Ha così eguagliato il miglior piazzamento della Haas in una gara di Formula 1. Una settimana dopo ha aggiunto un sesto posto a San Paolo.
Ha terminato la stagione al 13° posto in classifica con 41 punti, consolidando la propria presenza in griglia. Si sarebbe presentato al campionato successivo non più da esordiente, ma con l’esperienza di una stagione completa alle spalle.
La Ferrari resta parte della sua storia
Anche dopo il suo ingresso nella formazione titolare della Haas, la Ferrari è rimasta una componente importante della carriera di Bearman. È stata la Casa italiana ad accoglierlo nella propria Academy, a offrirgli un’ampia preparazione al simulatore e sulle monoposto di Formula 1 e a contribuire a costruire un percorso verso un posto fisso in griglia attraverso la collaborazione con la Haas.
Bearman non nasconde che correre per la Ferrari sia uno degli obiettivi a lungo termine della sua carriera. Allo stesso tempo sottolinea l’importanza del proprio percorso di crescita alla Haas, dove può fare esperienza senza che la sua carriera dipenda esclusivamente da una futura opportunità a Maranello.
Il legame tra Bearman e la Ferrari è quindi importante per comprendere la sua carriera, ma la sua crescita in Formula 1 dipende soprattutto dalle prestazioni che riesce a offrire alla squadra attuale.
La vita lontano dai circuiti
Nonostante sia entrato nell’automobilismo professionistico giovanissimo, Bearman è rimasto molto legato alla famiglia. Ha sottolineato più volte che il percorso verso i massimi livelli ha richiesto notevoli sacrifici anche ai suoi genitori.
Anche suo fratello minore Thomas ha gareggiato nel karting. Oliver parla spesso della famiglia come di una componente importante della sua vita e, anche dopo essersi trasferito per inseguire la propria carriera, cerca di trascorrere il tempo libero con le persone più care.
Dopo aver vissuto diversi anni in Italia, si è poi trasferito a Monaco, come hanno fatto numerosi altri piloti di Formula 1.
Al di fuori dell’automobilismo ama andare in bicicletta, un’attività che fa anche parte della sua preparazione atletica. Ammette però scherzosamente di avere ancora molta strada da fare rispetto ai ciclisti professionisti. Si interessa anche di calcio e in un’intervista ha detto che, se potesse provare per un giorno un’altra carriera sportiva professionistica, sceglierebbe di fare il calciatore o il ciclista.
Nel tempo libero gli piace guardare film e serie televisive e cerca di approfittare dei viaggi, parte integrante della vita di un pilota di Formula 1, per esplorare anche luoghi lontani dai circuiti.
Tra i piloti che ha citato come propri modelli ci sono Ayrton Senna e Michael Schumacher. L’epoca dei successi di Schumacher alla Ferrari e la sua etica del lavoro sono una fonte di ispirazione particolarmente importante per Bearman.
Un pilota che ha saputo cogliere la propria occasione
La carriera di Oliver Bearman è un esempio di ascesa eccezionalmente rapida attraverso le categorie propedeutiche dell’automobilismo. Dai primi anni nel karting, passando per due titoli di Formula 4, la lotta per il titolo di FIA Formula 3 e le vittorie in Formula 2, gli sono bastate poche stagioni per arrivare in Formula 1.
Ogni tappa ha avuto un ruolo diverso. La Formula 4 ha dimostrato la sua velocità e la capacità di vincere campionati. La Formula 3 gli ha insegnato ad avere più pazienza e a gestire la strategia di gara. La Formula 2 gli ha dato esperienza sul degrado delle gomme, sui pit stop e su vetture tecnicamente più impegnative. La Ferrari Driver Academy, nel frattempo, lo ha preparato all’ambiente professionale della Formula 1.
Il momento decisivo di quel percorso resta il debutto in Arabia Saudita nel 2024. A Bearman è stata offerta una delle opportunità più impegnative che un giovane pilota possa affrontare: salire direttamente su una Ferrari a fine settimana di gara già iniziato, praticamente senza preparazione. Il settimo posto ha dimostrato che sapeva gestire non soltanto la velocità di una monoposto di Formula 1, ma anche la pressione di correre per la squadra più famosa di questo sport.
In seguito è passato da sostituto a titolare della Haas, aprendo un altro capitolo della propria carriera. Dopo anni in cui arrivare in Formula 1 era stato l’obiettivo principale, il suo compito era cambiato. La domanda non era più se sarebbe riuscito a raggiungere i massimi livelli, ma che cosa avrebbe potuto costruire una volta arrivato.
Il futuro dirà fin dove potrà spingersi la carriera di uno dei piloti britannici più in vista della sua generazione.
Scuderie in carriera
Scuderie e stagioni di gara registrate nel nostro archivio dei risultati (2024–2026).



