
Posizione attuale in campionato
- Posizione
- 10
- Punti
- 42
Biografia del pilota: Pierre Gasly
Pierre Gasly appartiene a una generazione di piloti francesi che hanno lasciato il segno in Formula 1 tra la fine degli anni Dieci e l’inizio degli anni Venti. Il suo percorso verso il vertice, però, è stato tutt’altro che lineare. Gasly ha scalato rapidamente le categorie propedeutiche, ha vinto il titolo GP2, è approdato in uno dei team più forti della Formula 1, ha subito una dolorosa retrocessione nella squadra satellite e poi ha ricostruito la propria carriera, fino alla straordinaria vittoria nel Gran Premio d’Italia.
Il pilota francese è nato il 7 febbraio 1996 a Rouen, in Normandia. Il motorsport era già un mondo familiare in casa sua. I nonni avevano esperienza nei kart e nelle competizioni automobilistiche, e Gasly si è messo per la prima volta al volante di un kart all’età di sei anni. In seguito ha ricordato quei primi giri su una pista vicino a casa come il momento in cui è rimasto immediatamente conquistato dalla velocità, dall’adrenalina e dalle intense sensazioni della guida.
Dai kart alle monoposto
Gasly ha iniziato a gareggiare nel karting francese e internazionale. Il suo talento ha attirato l’attenzione della federazione automobilistica francese, la FFSA, che lo ha inserito tra i giovani piloti sostenuti dal suo programma. Già da adolescente faceva parte di una generazione di talenti francesi dalla quale sarebbero emersi diversi piloti di Formula 1.
In quel periodo, Gasly ha incontrato anche alcuni dei suoi futuri rivali nel Mondiale. Conosceva Esteban Ocon fin da piccolo e, durante il percorso nelle categorie propedeutiche, ha corso contro piloti come Charles Leclerc, Max Verstappen e Alexander Albon o ha lavorato con loro. La forte concorrenza all’interno della sua generazione è diventata un elemento importante della sua crescita come pilota.
Ha debuttato in monoposto nel campionato francese di F4. Il terzo posto in classifica nella stagione d’esordio ha confermato la sua capacità di trasferire sulle monoposto la velocità mostrata nei kart.
È poi passato alla Formula Renault. La stagione decisiva per il suo futuro è arrivata nel 2013, quando ha conquistato il titolo della Formula Renault 2.0 Eurocup. Non si è trattato soltanto di un trofeo sportivo. Quel successo gli ha garantito il sostegno economico necessario per proseguire a un livello superiore e ha accresciuto notevolmente la sua considerazione presso i programmi dedicati ai giovani piloti.
Gasly è quindi entrato nel programma giovani della Red Bull, che già sosteneva le carriere di diversi futuri piloti di Formula 1. Nel 2014 è passato alla Formula Renault 3.5 Series, chiudendo secondo in classifica. Il passo successivo è stato la GP2 Series, all’epoca la principale categoria propedeutica immediatamente al di sotto della Formula 1.
Il titolo GP2 e la strada verso la F1 attraverso il Giappone
La sua prima stagione completa in GP2, nel 2015, non lo ha visto subito in lotta per il titolo. Gasly ha chiuso ottavo, ma la Red Bull ha continuato a credere in lui, concedendogli un’altra opportunità l’anno successivo.
Nel 2016 l’ha sfruttata al meglio.
Al volante della Prema Racing, ha lottato per il titolo contro rivali tra cui Antonio Giovinazzi e ha concluso la stagione da campione GP2. Eppure, paradossalmente, il successo nella principale categoria propedeutica non gli ha aperto subito le porte della Formula 1.
La Red Bull lo ha invece mandato in Giappone, dove nel 2017 ha disputato il combattutissimo campionato Super Formula. Per un giovane europeo, questo significava non soltanto imparare nuovi circuiti e nuove vetture, ma anche lavorare in un ambiente culturale e tecnico completamente diverso. Gasly ha poi raccontato che l’esperienza giapponese lo aveva costretto a concentrarsi maggiormente sugli aspetti tecnici delle corse e sulla precisione della comunicazione con gli ingegneri.
È stato subito competitivo anche in Giappone. È arrivato alle fasi conclusive della stagione in lotta per il titolo e ha infine chiuso secondo in campionato, a solo mezzo punto da Hiroaki Ishiura. Le ultime gare della stagione a Suzuka sono state cancellate per il maltempo, impedendo a Gasly di giocarsi il titolo in pista.
A quel punto, però, era già arrivata la notizia che aspettava fin dall’infanzia.
Il debutto in Formula 1
Gasly ha debuttato in Formula 1 con la Toro Rosso al Gran Premio della Malesia 2017. Il team lo ha chiamato per sostituire Daniil Kvyat, dando al francese l’opportunità di disputare la parte finale della stagione. Le sue prestazioni sono state sufficienti a garantirgli un posto da titolare per l’anno successivo.
Il 2018 è stato il suo primo anno completo in Formula 1 e anche il primo della collaborazione tra Toro Rosso e Honda. Già alla seconda gara della stagione, in Bahrain, Gasly ha chiuso quarto. Per un team che non lottava abitualmente per le posizioni di vertice, è stato un risultato eccezionale.
Le sue prestazioni, unite all’addio di Daniel Ricciardo alla Red Bull Racing, gli hanno aperto le porte di una rapida promozione. Per la stagione 2019, Gasly è diventato il compagno di squadra di Max Verstappen in uno dei team più forti del campionato.
Avrebbe dovuto segnare l’inizio di un nuovo capitolo della sua carriera. Ha invece dato il via al suo periodo più difficile.
La Red Bull e una dolorosa retrocessione
In Red Bull, Gasly non è riuscito ad avvicinarsi con continuità al livello di prestazioni di Verstappen. Il divario tra i compagni di squadra era particolarmente marcato in qualifica e, durante la pausa estiva del 2019, la Red Bull ha deciso di cambiare. Gasly è dovuto tornare alla Toro Rosso, mentre Alexander Albon ha preso il suo posto.
Per un pilota che solo pochi mesi prima aveva ricevuto l’occasione della vita, è stata una pesante battuta d’arresto.
Quel periodo difficile è stato segnato anche da una tragedia personale. Nell’agosto 2019, Anthoine Hubert, uno degli amici più stretti di Gasly, ha perso la vita in un incidente durante una gara di Formula 2 a Spa-Francorchamps. Negli anni successivi Gasly ha parlato più volte della scomparsa del pilota francese, e Hubert è rimasto una presenza importante nei suoi ricordi personali legati al motorsport.
Dopo il ritorno alla Toro Rosso, tuttavia, Gasly ha iniziato gradualmente a offrire alcune delle migliori prestazioni della sua carriera fino a quel momento. Il Gran Premio del Brasile 2019 ne è stato il simbolico coronamento. Ha duellato con Lewis Hamilton nelle fasi finali e ha chiuso secondo dopo una volata serrata fino al traguardo.
Era il suo primo podio in Formula 1 e la conferma che l’insuccesso in Red Bull non doveva necessariamente segnare la fine della sua carriera ai massimi livelli.
Monza 2020: il giorno che ha cambiato la carriera di Gasly
La Toro Rosso ha assunto il nome AlphaTauri prima della stagione 2020. È con questa squadra che Gasly ha ottenuto il risultato più importante della sua carriera.
Il Gran Premio d’Italia 2020 a Monza si è sviluppato in modo imprevedibile. Una safety car, alcune penalità, un’interruzione della gara e i problemi dei favoriti hanno rimescolato le posizioni. Dopo la ripartenza, Gasly si è trovato nelle condizioni di lottare per la vittoria.
Nelle fasi finali ha dovuto resistere alla pressione di Carlos Sainz. Ha mantenuto il comando fino alla bandiera a scacchi, conquistando la sua prima vittoria in Formula 1 il 6 settembre 2020.
Gasly è diventato il primo pilota francese a vincere un Gran Premio di F1 dal trionfo di Olivier Panis a Monaco nel 1996. Per lui, quella vittoria aveva un significato ancora più profondo. Arrivava circa un anno dopo la retrocessione dalla Red Bull e dopo un periodo in cui il suo futuro ai vertici poteva essere apparso incerto.
Monza ha inoltre consolidato il ruolo di Gasly come leader dell’AlphaTauri.
Alla guida dell’AlphaTauri
La stagione successiva, il 2021, è stata una delle sue annate più costanti in Formula 1. Gasly ha raggiunto regolarmente le fasi finali delle qualifiche e ha conquistato un altro podio al Gran Premio dell’Azerbaigian.
Nel corso della stagione ha raccolto 110 dei 142 punti dell’AlphaTauri e ha chiuso nono nella classifica piloti. Ha così dimostrato che il successo di Monza non era stato un risultato isolato.
Nel 2022, però, le prestazioni della squadra sono peggiorate e Gasly ha deciso di compiere un passo che lo avrebbe portato definitivamente fuori dall’orbita Red Bull. Dopo anni trascorsi tra Toro Rosso, Red Bull e AlphaTauri, ha accettato l’offerta del team francese Alpine.
Un nuovo capitolo con l’Alpine
Gasly è approdato all’Alpine per la stagione 2023. Il suo primo compagno di squadra è stato Esteban Ocon, che conosceva praticamente fin dagli inizi della sua carriera nel karting.
I primi risultati di rilievo con i nuovi colori sono arrivati già nella stagione d’esordio. In una difficile gara sul bagnato a Zandvoort, Gasly ha chiuso terzo, conquistando il suo primo podio da pilota Alpine. Ha ottenuto un ottimo risultato anche nella Sprint in Belgio, dove si è nuovamente classificato terzo.
Un altro podio è arrivato nel movimentato Gran Premio di San Paolo 2024. Sul bagnato, Gasly ha chiuso terzo alle spalle del vincitore Max Verstappen e del compagno Ocon, regalando all’Alpine il secondo e il terzo posto. Gasly ha concluso la stagione al decimo posto nella classifica piloti.
È rimasto con la squadra francese anche nelle stagioni successive. A Monza, il circuito legato al suo più grande trionfo, nel 2026 ha aggiunto un’altra pietra miliare alla propria carriera. Nelle qualifiche del Gran Premio d’Italia ha conquistato la sua prima pole position in Formula 1. Anche dopo anni nel campionato, è riuscito ad aggiungere un nuovo primato al suo palmarès.
La vita fuori dall’abitacolo
Lo sport occupa un posto importante nella vita di Gasly lontano dalla Formula 1. Da tempo appassionato di calcio, nel tempo libero si è dedicato anche al golf, al bowling e ad altri sport competitivi. Nelle interviste ha ammesso più volte che il suo spirito agonistico non svanisce quando lascia il circuito.
Il calcio è uno dei suoi interessi principali. Gasly è un appassionato di questo sport e nel 2024 è diventato comproprietario del club francese FC Versailles.
Ha inoltre sviluppato un interesse crescente per la moda. Una passione legata in parte alla sua vita a Milano, uno dei centri mondiali del settore. Gasly partecipa a eventi di moda e descrive l’abbigliamento come un modo per esprimere la propria creatività al di fuori del motorsport.
Lo sport e l’attività fisica restano comunque una componente naturale della sua quotidianità. Oltre alla preparazione richiesta dalla Formula 1, ama la corsa, il ciclismo, il golf e gli sport con la racchetta.
Una carriera costruita sui rilanci
Pierre Gasly non è arrivato in Formula 1 grazie a un unico risultato eccezionale. Prima del debutto aveva vinto i titoli della Formula Renault Eurocup e della GP2, si era classificato secondo in Formula Renault 3.5 e aveva lottato per il titolo nel campionato giapponese Super Formula.
A caratterizzare la sua carriera ai massimi livelli, però, è stata la capacità di reagire alle battute d’arresto. La rapida promozione in Red Bull nel 2019 si è conclusa dopo circa mezza stagione. Ma invece di un progressivo addio alla Formula 1, sono arrivati il primo podio, la vittoria a Monza, altri piazzamenti sul podio e, più avanti, la prima pole position.
La storia di Gasly, dunque, non è soltanto il percorso di un campione delle categorie propedeutiche verso la Formula 1. È anche la storia di un pilota che è riuscito a ricostruire la propria carriera dopo uno dei suoi periodi più difficili, conquistandosi gradualmente un posto stabile tra i protagonisti più esperti del Mondiale.
Scuderie in carriera
Scuderie e stagioni di gara registrate nel nostro archivio dei risultati (2017–2026).







