È morto a 80 anni Alan Jones, campione del mondo di F1

Gahetna/Wiki Commons
Il mondo dell’automobilismo è di nuovo in lutto per la scomparsa, giovedì, di un altro dei suoi grandi protagonisti. Alan Jones, primo campione del mondo della Williams e ultimo australiano a conquistare il titolo in Formula 1, è morto appena tre giorni dopo aver festeggiato il suo 80° compleanno.
L’ex pilota della Williams, che in carriera ha conquistato 12 vittorie e ha avuto un ruolo fondamentale nell’ascesa della squadra britannica, è morto dopo una breve malattia. La moglie Amanda ne ha annunciato la scomparsa con un comunicato a Motorsport Australia.
“Con immenso dolore annunciamo la scomparsa del nostro amato Alan, morto il 5 novembre dopo una breve malattia,” ha dichiarato Amanda Butler-Davis. “Mancherà profondamente e sarà ricordato con affetto dalle persone a lui più vicine, così come dai tanti tifosi del cui sostegno è sempre stato grato.”
“Alan ha dedicato la sua vita all’automobilismo, lasciando un’eredità che continuerà a vivere attraverso le innumerevoli persone che ha toccato lungo il suo cammino. Con i suoi successi, la sua passione e il suo carattere inconfondibile, in pista e fuori, Alan ha lasciato un segno indelebile in questo sport, sia a livello nazionale sia nel resto del mondo,” ha scritto.
Jones debuttò in Formula 1 nel 1975, ma trascorse le prime stagioni con squadre poco competitive. La svolta arrivò nel 1977, quando approdò alla Shadow. Al Gran Premio d’Austria, in condizioni difficili, sorprese i favoriti conquistando la sua prima vittoria. Fu anche il primo e unico successo della Shadow in Formula 1. Quel risultato mise in luce il talento di Jones e gli aprì le porte a opportunità più importanti.
Nel 1978 l’australiano passò alla Williams, che stava ancora cercando di affermarsi tra le squadre di vertice. Il sodalizio con Frank Williams e il progettista Patrick Head si sarebbe rivelato decisivo per la sua carriera.
Il vero salto di qualità arrivò nel 1979. Al volante della Williams FW07, Jones vinse quattro Gran Premi e chiuse il campionato al terzo posto. La Williams si impose come una delle rivali più forti delle squadre che avevano dominato fino ad allora, mentre Jones si affermò come un serio pretendente al titolo.
Il culmine della carriera di Jones arrivò nel 1980. Al volante della Williams FW07B, mise in mostra una notevole costanza di rendimento e vinse cinque Gran Premi nel corso della stagione. Batté il brasiliano Nelson Piquet nella lotta per il campionato, diventando il secondo australiano dopo Jack Brabham a conquistare il titolo mondiale di Formula 1. Ancora oggi, nessun suo connazionale è riuscito a eguagliare quell’impresa.
Il trionfo iridato di Jones rappresentò anche un traguardo storico per la Williams, inaugurando un’epoca d’oro per la squadra di Grove. Jones fu dunque una delle figure chiave all’inizio dell’era di successi di Frank Williams.
Dopo aver conquistato il titolo, rimase alla Williams nel 1981, ottenendo altre due vittorie, compresa quella di Las Vegas, l’ultima della sua carriera. Nonostante il dominio nel campionato costruttori, però, la Williams non riuscì a conquistare il titolo piloti: mentre i compagni di squadra Jones e Reutemann si davano battaglia, a spuntarla fu un terzo contendente, Nelson Piquet della Brabham.
In seguito annunciò il ritiro dalla Formula 1, anche se tornò più volte a disputare il campionato. Chiuse definitivamente la sua carriera in F1 al termine della stagione 1986.
Alan Jones fu uno dei piloti più duri e intransigenti della sua generazione. L’australiano era noto per il suo stile di guida aggressivo, la determinazione e la grande voglia di vincere. In pista non concedeva nulla agli avversari e fuori era altrettanto schietto, senza mai temere di dire ciò che pensava.
Fu proprio quella combinazione di velocità, determinazione e carattere intransigente a fare di Jones uno dei piloti più rispettati della sua epoca.




