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Biografia del pilota: Carlos Sainz
Carlos Sainz è cresciuto in un ambiente in cui il motorsport era una componente naturale della vita quotidiana, ma il suo percorso ha iniziato a distinguersi da quello del padre relativamente presto. Figlio del due volte campione del mondo rally Carlos Sainz Sr, ha scelto le monoposto anziché gli sterrati e le prove speciali. Dai kart alle categorie propedeutiche, si è fatto strada fino alla Formula 1, dove ha corso per diverse squadre di primo piano ed è entrato nel novero dei vincitori di un Gran Premio.
Crescere all’ombra di un nome famoso
Carlos Sainz Vázquez de Castro è nato il 1° settembre 1994 a Madrid. Suo padre, Carlos Sainz, è uno dei piloti spagnoli di maggior successo: ha conquistato due titoli nel Mondiale Rally, per poi ottenere risultati di grande rilievo anche alla Dakar.
Per il giovane Carlos, questo ha significato crescere in un contesto eccezionale, ma anche portare un cognome accompagnato da grandi aspettative. In seguito ha riconosciuto che, agli inizi della carriera, veniva spesso visto soprattutto come «il figlio di Carlos Sainz». Nel corso degli anni, però, ha lavorato per affermare la propria identità di pilota.
Nonostante la tradizione di famiglia, si sentiva più attratto dalle gare in circuito che dai rally. In questo ha avuto un ruolo importante Fernando Alonso. I primi grandi successi di Alonso in Formula 1, all’inizio del nuovo millennio, sono stati tra gli elementi che hanno ispirato Sainz a puntare a un posto nello stesso campionato.
Ha iniziato a correre sui kart intorno ai 10 anni e, negli anni successivi, è diventato chiaro che il motorsport sarebbe stato molto più di una semplice passione di famiglia.
I primi passi in monoposto
Dopo i kart, Sainz è passato alle monoposto nel 2010. Uno dei primi campionati importanti a cui ha partecipato è stata la Formula BMW Europe, nella quale ha chiuso al quarto posto assoluto la stagione d’esordio.
Nello stesso periodo è entrato nel programma giovani della Red Bull. Il sostegno di uno dei principali vivai del motorsport è stato fondamentale per il prosieguo della sua carriera, ma ha portato con sé anche la pressione costante di dover ottenere risultati. Il programma Red Bull era noto per offrire ai giovani piloti un percorso fino alla Formula 1, ma solo a chi dimostrava con continuità il proprio valore.
Sainz ha conquistato il suo primo titolo importante nella Formula Renault 2.0 Northern European Cup del 2011. Con 10 vittorie nel corso della stagione si è laureato campione della serie. Ha inoltre concluso al secondo posto la prestigiosa Formula Renault 2.0 Eurocup.
È seguito il passaggio in Formula 3. Nel 2012, tra i vari impegni, ha disputato il campionato britannico di F3 e le gare europee della categoria. Ha vinto diverse corse nella serie britannica e ha chiuso al quinto posto nella classifica del campionato europeo FIA.
La stagione 2013 è stata meno lineare. Sainz ha corso in GP3, partecipando anche ad alcuni appuntamenti della Formula Renault 3.5. I risultati in GP3 non sono stati all’altezza né delle sue ambizioni né delle aspettative della Red Bull, ma quell’esperienza si è rivelata una preparazione preziosa per l’anno decisivo del suo percorso nelle categorie propedeutiche.
Il titolo che gli ha aperto le porte della Formula 1
Nel 2014, Sainz ha avuto l’opportunità di disputare un’intera stagione di Formula Renault 3.5 con la DAMS. All’epoca, il campionato rappresentava uno dei principali trampolini di lancio verso la Formula 1.
Sainz è stato protagonista di una stagione convincente. Ha conquistato sette vittorie e sette pole position, laureandosi campione della Formula Renault 3.5. Tra i piloti battuti nella corsa al titolo c’era anche Pierre Gasly, a sua volta membro del vivaio Red Bull.
È stato un successo decisivo. La Red Bull aveva già offerto a Sainz la possibilità di provare monoposto di Formula 1 e quel titolo gli è valso l’occasione per cui aveva lavorato durante tutta la sua carriera nelle categorie minori. La Toro Rosso lo ha scelto per la propria formazione di piloti per la stagione 2015.
Il suo compagno di squadra era Max Verstappen.
L’esordio al fianco di Max Verstappen
Sainz ha debuttato in un Gran Premio di Formula 1 in Australia nel 2015. La Toro Rosso schierava una delle coppie di piloti più giovani nella storia del campionato e gran parte dell’attenzione era rivolta a Verstappen, che aveva appena 17 anni.
Eppure, già nella stagione d’esordio, Sainz ha dimostrato di essere arrivato in Formula 1 non soltanto grazie al cognome o al sostegno della Red Bull. Ha lottato regolarmente per i punti ed è rimasto alla Toro Rosso anche nelle stagioni successive.
Un momento cruciale è arrivato nel 2016. La Red Bull ha deciso di promuovere Verstappen nella squadra principale, mentre Sainz è rimasto alla Toro Rosso. Il suo percorso ha così iniziato ad allontanarsi dal sistema che lo aveva portato in Formula 1.
Nel corso della stagione 2017 ha avuto l’opportunità di passare alla squadra ufficiale Renault. Ha disputato le ultime gare dell’anno al volante della monoposto giallonera del team francese, rimanendo in Renault anche nella stagione successiva.
La McLaren e il primo podio
Il capitolo importante successivo è iniziato nel 2019. Sainz è approdato alla McLaren, formando la coppia di piloti con l’esordiente Lando Norris.
Il trasferimento si è rivelato uno dei passaggi più importanti della sua carriera. La McLaren stava lavorando per tornare nelle posizioni di vertice e Sainz ha avuto l’opportunità di assumere un ruolo di maggiore rilievo all’interno della squadra.
Il suo primo podio in Formula 1 è arrivato al Gran Premio del Brasile 2019. Alcuni problemi tecnici in qualifica lo avevano costretto a partire dal fondo dello schieramento, ma in gara è risalito fino al quarto posto. Una penalità inflitta a Lewis Hamilton dopo la corsa lo ha promosso al terzo.
Era il primo podio della carriera di Sainz e il primo piazzamento tra i primi tre della McLaren dal 2014.
Un anno dopo è arrivato ancora più vicino alla prima vittoria. Al Gran Premio d’Italia 2020 a Monza ha concluso secondo, a soli 0,415 secondi dal vincitore Pierre Gasly.
A quel punto, però, il passo successivo della sua carriera era già stato deciso.
Ferrari
Quando la Ferrari ha deciso di separarsi da Sebastian Vettel al termine della stagione 2020, ha scelto Sainz come suo sostituto. Nel 2021 lo spagnolo è così diventato compagno di squadra di Charles Leclerc.
Entrare nella squadra più vincente della storia della Formula 1 ha portato aspettative ancora più elevate. Sainz, però, ha conquistato diversi podi nella prima stagione, adattandosi rapidamente al nuovo ambiente.
Il momento più importante della sua carriera fino ad allora è arrivato a Silverstone nel 2022.
Nelle qualifiche del Gran Premio di Gran Bretagna ha conquistato la sua prima pole position in Formula 1. Il giorno seguente l’ha trasformata nella prima vittoria, alla sua 150ª partenza in un Gran Premio.
Il successo su uno dei circuiti più famosi al mondo ha sancito l’ingresso di Sainz tra i vincitori di una gara di Formula 1.
Singapore e una vittoria strategica
Un altro successo di rilievo è arrivato a Singapore nella stagione 2023.
Su quel circuito la Ferrari aveva una vettura competitiva e Sainz ha conquistato la pole position. In gara ha poi offerto una prestazione che ha messo in evidenza una delle sue qualità principali: la capacità di ragionare in termini strategici al volante.
Nelle fasi finali ha mantenuto volutamente Lando Norris abbastanza vicino alle proprie spalle da consentirgli di utilizzare il DRS, rendendo più difficili gli attacchi dei piloti Mercedes. La tattica ha funzionato e Sainz ha conquistato la sua seconda vittoria in Formula 1.
Il suo successo è stato anche l’unica vittoria ottenuta da un pilota non Red Bull nell’intera stagione 2023.
Dall’ospedale alla vittoria in Australia
La stagione 2024 ha regalato uno degli episodi più insoliti della carriera di Sainz.
Durante il fine settimana del Gran Premio dell’Arabia Saudita gli è stata diagnosticata un’appendicite. Ha dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico e saltare la gara.
Due settimane dopo è tornato al volante per il Gran Premio d’Australia a Melbourne.
Nonostante il breve periodo di recupero, si è qualificato in prima fila e ha superato Max Verstappen nelle prime fasi della gara. Dopo il ritiro di Verstappen, ha controllato la corsa, vincendo davanti al compagno di squadra Leclerc e firmando una doppietta Ferrari.
A poche settimane dall’intervento, aveva conquistato la sua terza vittoria in Formula 1.
Quell’anno è stato particolare per lui anche per un altro motivo. Prima dell’inizio della stagione, la Ferrari aveva annunciato che Lewis Hamilton sarebbe arrivato in squadra l’anno seguente. Sainz sapeva quindi che la sua quarta stagione con il team sarebbe stata anche l’ultima.
Non ha però lasciato la Ferrari senza ottenere altri successi. Al Gran Premio del Messico ha conquistato la pole position e poi la sua quarta vittoria in Formula 1. L’ultima gara con la Scuderia è stata ad Abu Dhabi, dove ha concluso al secondo posto.
Ha così chiuso il suo quadriennio in Ferrari con quattro vittorie e una serie di piazzamenti sul podio.
Un nuovo capitolo alla Williams
Dopo l’annuncio dell’addio alla Ferrari, diverse squadre hanno manifestato interesse per Sainz. Alla fine ha scelto la Williams, una delle scuderie più vincenti della storia della Formula 1, impegnata a tornare nelle posizioni di vertice.
È approdato alla Williams nel 2025, al fianco di Alexander Albon.
L’inizio della collaborazione gli ha richiesto di adattarsi a una nuova vettura e a un diverso metodo di lavoro all’interno della squadra. Nella seconda metà della stagione, però, sono arrivati risultati importanti. Al Gran Premio dell’Azerbaigian, Sainz si è qualificato secondo e ha concluso terzo, regalando alla Williams il primo podio dal 2021.
Ha poi aggiunto un altro terzo posto in Qatar. I due podi hanno aiutato la Williams a conquistare il quinto posto nel campionato costruttori, il miglior risultato della squadra da diversi anni.
La collaborazione con Sainz si è gradualmente trasformata da una scelta a breve termine in un progetto di più ampio respiro. Il pilota spagnolo è diventato una figura centrale nel lavoro della Williams per tornare a lottare stabilmente nelle posizioni di vertice.
L’influenza del padre e il legame con i rally
Sebbene Sainz abbia scelto le gare in circuito, i rally sono rimasti parte della sua vita.
Ha un rapporto stretto con il padre e ha raccontato più volte di attingere all’esperienza del due volte campione del mondo, soprattutto per quanto riguarda l’approccio allo sport, la preparazione e la gestione della pressione.
Sainz si è anche cimentato nella guida di vetture da rally in diverse occasioni. Ha guidato, per esempio, una vettura apripista al Rally di Monte Carlo e ha preso parte ad altre uscite al fianco del padre. Ha dichiarato che guidare su fondi con minore aderenza lo aiuta a sviluppare la sensibilità al volante.
La storia della famiglia si è simbolicamente ricongiunta anche durante gli anni di Sainz in Ferrari, quando padre e figlio hanno avuto l’opportunità di guidare insieme le monoposto della Scuderia a Fiorano.
La vita fuori dall’abitacolo
Lontano dai fine settimana di gara, Sainz resta un grande appassionato di sport.
Ciclismo, corsa e nuoto sono da tempo tra le sue attività preferite e fanno anche parte della sua preparazione fisica. Nel tempo libero gioca a golf e a calcio. Il calcio è uno degli sport che segue e pratica fin dall’infanzia.
Anche la famiglia e gli amici in Spagna sono molto importanti per lui. Nelle interviste ha descritto più volte i ritorni a casa, i pasti condivisi e il tempo trascorso con le persone care come un modo per ritrovare la quotidianità durante l’intensità di una stagione di Formula 1.
Sainz è inoltre associato al soprannome «Smooth Operator». Nasce dalla canzone della cantante britannica di origini nigeriane Sade, che il pilota cantava via radio dopo i risultati positivi. Quello che era iniziato come un momento spontaneo è gradualmente diventato uno dei suoi tratti distintivi più riconoscibili tra i tifosi.
Un altro soprannome è «Chili», usato dalle persone a lui vicine.
Una carriera costruita su progressi costanti
La carriera di Sainz non è iniziata con l’approdo immediato in una squadra dominante. Dall’esordio alla Toro Rosso, è passato per Renault e McLaren prima di avere la sua opportunità in Ferrari e, in seguito, assumere un ruolo nel percorso di ricostruzione della Williams.
Ciascuno di questi capitoli ha avuto una funzione diversa. La Toro Rosso gli ha aperto le porte della Formula 1, la Renault ha rappresentato il primo passo fuori dal sistema Red Bull e la McLaren gli ha dato l’opportunità di affermarsi come leader della squadra. In Ferrari è diventato per la prima volta un vincitore di Gran Premi, mentre alla Williams ha accettato la sfida di contribuire allo sviluppo a lungo termine di una scuderia storica.
La sua storia, quindi, non è soltanto la prosecuzione di un nome celebre nel motorsport. Dalle prime gare di kart in Spagna al titolo in Formula Renault 3.5, fino alle vittorie in Formula 1, Carlos Sainz si è costruito una carriera tutta sua: non sugli sterrati che hanno reso famoso suo padre, ma sui circuiti della massima categoria dell’automobilismo.
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