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Biografia del pilota: Lewis Hamilton
Lewis Hamilton è uno di quei personaggi che hanno saputo andare oltre i confini del proprio sport. Il ragazzo di Stevenage, la cui famiglia dovette trovare il modo di sostenere i costi considerevoli del karting, è diventato sette volte campione del mondo di Formula 1, primatista di vittorie e pole position e uno dei volti più riconoscibili nella storia moderna dell'automobilismo. Eppure la sua carriera non si esaurisce nelle statistiche. Comprende una scalata rapidissima nelle categorie propedeutiche, un esordio straordinario in F1, una lunga era con la Mercedes, il successivo passaggio alla Ferrari e interessi che spaziano dalla moda alla musica, dal cinema al sostegno ai giovani.
L'infanzia a Stevenage e il karting
Lewis Carl Davidson Hamilton è nato il 7 gennaio 1985 a Stevenage, in Inghilterra. Si è avvicinato all'automobilismo da bambino, iniziando a farsi notare per il suo talento nei kart. Suo padre, Anthony Hamilton, svolgeva diversi lavori per finanziare le gare del figlio: una storia che oggi è una parte ben documentata dei primi anni di Hamilton.
Un momento decisivo arrivò quando Hamilton aveva dieci anni. Durante gli Autosport Awards del 1995, si avvicinò all'allora responsabile della McLaren Ron Dennis e gli disse che un giorno avrebbe voluto correre per la sua squadra. Qualche anno dopo, a 13 anni, la McLaren lo inserì nel proprio programma per giovani piloti. Il team ne sostenne poi la crescita lungo la scalata delle categorie dell'automobilismo.
Hamilton era uno dei talenti più brillanti della sua generazione nel karting. I kart gli permisero anche di conoscere diversi piloti che avrebbe poi ritrovato in Formula 1. Tra loro c'era Nico Rosberg, suo futuro compagno di squadra e, in seguito, uno dei suoi più grandi rivali.
La scalata nelle formule propedeutiche
Il passaggio dai kart alle monoposto confermò che il successo di Hamilton non era limitato a una sola disciplina. Si affermò progressivamente tra i migliori piloti della Formula Renault britannica, conquistando il titolo nel 2003. Passò poi alla Formula 3 Euro Series.
La sua prima stagione nella F3 europea si concluse con il quinto posto in campionato, ma l'anno successivo dominò la categoria. Nel 2005 vinse 15 delle 20 gare e conquistò 17 piazzamenti sul podio.
Prima di allora, nel dicembre 2004, aveva avuto la sua prima occasione di guidare una Formula 1 a Silverstone. La vettura era una McLaren MP4-19. Per un giovane pilota ancora impegnato nelle categorie propedeutiche, fu il primo contatto diretto con una monoposto della massima categoria.
L'ultimo grande passo prima della F1 fu il campionato GP2 del 2006, all'epoca la principale categoria propedeutica alla Formula 1. Hamilton corse per ART Grand Prix e conquistò il titolo in quella che sarebbe stata la sua unica stagione nella serie. Le sue prestazioni in GP2 convinsero la McLaren che fosse pronto per la massima categoria. Dopo altri test in F1, ottenne un sedile da titolare per il 2007 al fianco del due volte campione del mondo Fernando Alonso.
Un esordio straordinario in Formula 1
Hamilton debuttò in Formula 1 nel 2007, a 22 anni. Concluse al terzo posto la sua primissima gara, in Australia, dimostrando subito di aver bisogno di poco tempo per adattarsi alle competizioni ai massimi livelli.
Nella sua stagione d'esordio conquistò le prime vittorie nei Gran Premi e lottò per il titolo fino all'ultima gara. Chiuse infine il campionato al secondo posto, a un soffio da Kimi Räikkönen. Il fatto stesso che un debuttante potesse sfidare immediatamente i piloti più esperti per il titolo mondiale rese la sua prima stagione una delle più straordinarie nella storia del campionato.
Un anno dopo conquistò il titolo. La stagione 2008 culminò in un finale in Brasile dall'esito quanto mai incerto. A Hamilton serviva il quinto posto, ed è proprio in quella posizione che tagliò il traguardo. Totalizzò 98 punti, appena uno in più di Felipe Massa.
Il primo titolo lo consacrò tra i migliori piloti della sua generazione. Rimase alla McLaren fino alla fine del 2012. Pur non conquistando altri titoli con la squadra, continuò a vincere regolarmente Gran Premi e a figurare tra i migliori piloti della griglia.
Il passaggio che gli cambiò la carriera
Alla fine del 2012, Hamilton annunciò che avrebbe lasciato la McLaren per la Mercedes. All'epoca, i vantaggi di quella scelta sul piano competitivo erano tutt'altro che certi. Dal suo ritorno come squadra ufficiale, la Mercedes non era ancora diventata una forza dominante nel campionato.
La prima stagione di Hamilton con la Mercedes, nel 2013, si concluse con una vittoria e il quarto posto in campionato.
La situazione cambiò radicalmente nel 2014, quando la Formula 1 introdusse una nuova generazione di power unit ibride. La Mercedes diventò la squadra di riferimento dell'era successiva e Hamilton conquistò il suo secondo titolo mondiale. Ne aggiunse un altro nel 2015.
Furono gli anni in Mercedes a costituire il nucleo dei risultati che hanno fatto entrare Hamilton nella storia. Dal 2014 vinse sei dei sette campionati successivi.
La sfida con Rosberg
La rivalità con Nico Rosberg fu uno dei capitoli che segnarono quest'epoca. I due si conoscevano fin da ragazzi, ma da compagni di squadra alla Mercedes si contesero i titoli mondiali in un periodo in cui il team disponeva spesso della vettura più competitiva.
Hamilton vinse i titoli del 2014 e del 2015, mentre Rosberg lo batté nel 2016, prima di ritirarsi al termine della stagione.
La loro rivalità fu uno dei temi centrali della prima metà dell'era di dominio Mercedes. Dopo l'addio di Rosberg, Valtteri Bottas diventò il compagno di squadra di Hamilton.
Cinque titoli in sei anni
Hamilton conquistò altri titoli mondiali nel 2017 e nel 2018, quando Ferrari e Sebastian Vettel si dimostrarono avversari agguerriti. Nel 2019 aggiunse il sesto titolo.
La stagione 2020 ebbe un significato storico particolare. Hamilton conquistò il settimo titolo, eguagliando il record di Michael Schumacher. Si assicurò il campionato con la vittoria nel Gran Premio di Turchia condizionato dalla pioggia. Nello stesso anno superò anche il precedente record di Schumacher di 91 vittorie in Formula 1.
Quei risultati lo portarono in cima a diverse classifiche statistiche di tutti i tempi. Detiene i record di vittorie e pole position, mentre i suoi sette titoli lo collocano a pari merito con Michael Schumacher in vetta alla graduatoria dei campioni del mondo.
Il 2021 e una delle sfide più equilibrate della F1 moderna
La stagione 2021 vide un duello diretto tra Hamilton e Max Verstappen. I due arrivarono all'ultimo appuntamento, ad Abu Dhabi, a pari punti.
Hamilton rimase al comando per gran parte della gara conclusiva della stagione, ma l'ingresso della safety car e la successiva ripartenza per l'ultimo giro determinarono l'esito delle battute finali. Verstappen superò Hamilton conquistando il suo primo titolo, mentre Hamilton chiuse al secondo posto.
Si concluse così anche un periodo in cui Hamilton aveva vinto sei titoli in sette stagioni.
Un periodo più difficile per la Mercedes
Nel 2022 la Formula 1 introdusse un regolamento tecnico profondamente rivisto. Con la nuova generazione di vetture, inizialmente la Mercedes faticò a ritrovare la competitività dei suoi anni migliori e, nel 2022, Hamilton non vinse nemmeno un Gran Premio per la prima volta nella sua carriera in F1.
Il digiuno di vittorie si interruppe nel 2024, sulla pista di casa a Silverstone. Hamilton vinse il Gran Premio di Gran Bretagna 945 giorni dopo il successo precedente. Fu la sua nona vittoria su quel circuito.
La stagione 2024 fu anche l'ultima con la Mercedes. Il loro sodalizio durò dodici stagioni e fruttò sei titoli piloti.
Un nuovo capitolo alla Ferrari
Nel febbraio 2024, la Ferrari annunciò ufficialmente che Hamilton sarebbe entrato a far parte della Scuderia dalla stagione 2025 con un contratto pluriennale.
Il passaggio fu significativo non solo perché Hamilton lasciava la squadra con cui aveva ottenuto la maggior parte dei suoi record, ma anche perché univa uno dei piloti più vincenti della storia al nome più celebre della Formula 1.
La Ferrari diventò così la terza squadra della sua carriera, dopo McLaren e Mercedes. Per una biografia pensata per restare valida nel tempo, questo è un punto naturale in cui concludere il racconto cronologico; i risultati della stagione più recente possono essere aggiunti separatamente prima di ogni nuovo campionato.
Il numero 44
Per gran parte della sua carriera, Hamilton è stato strettamente associato al numero 44. Quando la Formula 1 introdusse i numeri di gara permanenti, lo scelse come omaggio al numero che aveva utilizzato nei suoi primi anni nel karting.
Il numero 44 è diventato gradualmente parte della sua identità personale e compare anche nel nome della sua organizzazione benefica, Mission 44.
Moda, musica e vita fuori dal paddock
Nel corso della carriera, Hamilton ha acquisito grande notorietà anche al di fuori dell'automobilismo. Ha parlato pubblicamente del suo interesse di lunga data per la musica e la moda. Ha descritto la musica come uno dei suoi principali hobby, dedicandosi alla chitarra, al canto, alla scrittura di canzoni e alla registrazione.
Anche il suo interesse per la moda si è tradotto in collaborazioni professionali. Ha creato collezioni con Tommy Hilfiger ed è diventato una presenza abituale agli eventi di moda. La Formula 1 lo descrive come una delle figure più in vista del paddock nel mondo della moda.
Nelle interviste ha citato il surf, lo sci, le immersioni e altri sport all'aria aperta tra le attività cui si dedica nel tempo libero. Ha cercato di coniugare la preparazione fisica con attività che considera qualcosa di più di un semplice allenamento di routine.
Hamilton si è avvicinato anche all'industria cinematografica. Ha fondato la società di produzione Dawn Apollo Films ed è diventato produttore di progetti legati al cinema e all'automobilismo.
Mission 44 e la promozione dell'inclusione
Con il crescere dei successi, Hamilton ha sfruttato sempre più la propria visibilità per sostenere cause sociali, in particolare la diversità, l'istruzione e l'accesso alle opportunità nell'automobilismo.
Nel 2020 ha avviato la Hamilton Commission, un progetto di ricerca dedicato alla rappresentanza delle persone nere nell'automobilismo britannico. Alle sue raccomandazioni è seguita la creazione di Mission 44, fondata da Hamilton per sostenere i giovani nel percorso di istruzione e nell'accesso al mondo del lavoro, anche negli ambiti STEM e nell'automobilismo.
Si tratta di una parte importante del suo impegno pubblico, che lega le esperienze della sua infanzia agli sforzi per offrire maggiori opportunità alla generazione successiva.
Il suo posto nella storia dell'automobilismo
La carriera di Hamilton comprende diversi capitoli straordinari: i successi nel karting, le stagioni dominate nelle categorie propedeutiche, il titolo GP2, una stagione d'esordio in Formula 1 che gli portò quasi il mondiale, il primo titolo con la McLaren e la successiva era di successi storici con la Mercedes.
Le sue statistiche parlano da sole. Sette titoli mondiali, più di cento vittorie e più di cento pole position fanno di lui uno dei primatisti di tutti i tempi della Formula 1. La sua storia ha anche un'ampiezza insolita, spaziando dall'automobilismo alla moda, dalla musica al cinema fino ai progetti filantropici.
Scuderie in carriera
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